Torna l'approfondimento sul caso di Elena Ceste, la donna scomparsa la mattina del 24 gennaio e ritrovata morta 10 mesi dopo in un canale di scolo non lontano dalla casa in cui abitava insieme al marito Michele Buoninconti e ai suoi quattro figli. Oggi analizzeremo tutte le contraddizioni fin qui emerse di Michele, che fino a questo momento risulta essere l'unico indagato per la morte di Elena. Sono tanti i punti di domanda rimasti ancora senza risposta sul giallo di Costigliole d'Asti e nonostante il cadavere sia stato ritrovato più di un mese fa le indagini non sembrano aver avuto quell'accelerazione necessaria per arrivare al nome del colpevole.

Continua nel frattempo il silenzio mediatico intorno all'uccisione di Elena. Anche ieri sia a Pomeriggio 5 che a Quarto Grado non si è fatta alcuna menzione al caso. Tra le poche notizie a cui possiamo fare affidamento citiamo quelle presenti sul settimanale Giallo, sebbene non vi siano clamorose novità inerenti alle indagini sulla morte di Elena Ceste e su cosa sia successo realmente quella mattina di fine gennaio.

Elena Ceste e le contraddizioni di Michele: gli sms sul cellulare di Elena

Il cellulare di Elena Ceste era controllato dal marito Michele? In un primo momento il Buoninconti aveva affermato di aver letto i messaggi presenti sul telefono della moglie il 23 gennaio, un giorno prima della scomparsa di Elena quindi, ed era stata lei stessa a mostrarglieli.

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Successivamente Michele cambia versione, affermando di averli già letti nei giorni precedenti la sua scomparsa e sottolineando come spesso usasse il telefono della moglie (ed è logico credere che quando Michele usava il cellulare della moglie leggesse anche i messaggi che arrivavano alla donna). 

Elena Ceste e le contraddizioni di Michele: il padre di Elena smentisce Buoninconti

Un altro dei punti fondamentali dell'intera vicenda è lo stato d'animo di Elena Ceste 24 ore prima che scomparisse nel nulla. Michele dice che la donna le era apparsa tranquilla, mentre non è dello stesso avviso il padre di Elena, il quale riferisce agli inquirenti come sua figlia fosse in preda al delirio. Due tesi contrastanti che non si incontreranno mai. Da sottolineare inoltre come il parroco del paese abbia dichiarato che avesse aiutato Michele e Elena qualche mese prima che la donna sparisse di casa, più precisamente ad ottobre, e di aver ricevuto per questo i ringraziamenti da parte del Buoninconti, il quale a sua volta sostiene che Elena si sentì male soltanto la sera prima della scomparsa. 

Elena Ceste e le contraddizioni di Michele: le chiamate al telefono e gli occhiali

Il giallo di Elena Ceste ruota intorno anche a due dettagli non trascurabili, le chiamate che Michele fa al telefono della donna la mattina della scomparsa nonostante l'uomo avesse con sé il cellulare e il posizionamento degli occhiali di Elena. Sempre secondo quanto afferma il settimanale Giallo, Michele Buoninconti avrebbe detto alla vicina di casa alle 9 del mattino che la moglie senza occhiali stesse vagando per la montagna mentre in un'altra versione, stavolta riferita agli inquirenti, Michele avrebbe detto di aver ritrovato gli occhiali della donna verso metà mattina. Non solo però, perché - sottolinea ancora il settimanale Giallo - Michele si sarebbe contraddetto anche quando in un primo momento avrebbe detto agli inquirenti di essere andato nel luogo del ritrovamento insieme ad un amico e in un secondo momento Michele avrebbe confermato agli inquirenti di essere andato da solo la sera stessa della scomparsa senza però notare niente di anomalo. In conclusione vi ricordo che potete restare aggiornati sulle ultime novità riguardanti il caso di Elena Ceste cliccando il tasto 'Segui' in alto a destra.