Torna alta l'attenzione sul delitto Pasolini, mai del tutto chiarito: le recenti rivelazioni di Pino "La Rana" Pelosi, a lungo ritenuto colpevole per la morte di Pier Paolo Pasolini, hanno definitivamente ridestato l'interesse per il discusso caso, uno dei molti misteri senza soluzione della storia d'Italia, che ci ha privati, nel lontano 1975, di un intellettuale di notevole carisma e spessore culturale.



L'uomo ha spiegato al PM Minisci che conosceva Pasolini da mesi. Non era dunque la prima volta che i due si frequentavano. Lo scenario dunque cambia. Si può ipotizzare che Pelosi sia stato usato come "esca" per attirare in trappola il famoso regista?



La nuova ipotesi investigativa si basa su un furto di pellicole commesso dai fratelli Borsellino.

Le pellicole erano quelle di un famoso film di Pasolini e avevano quindi un notevole valore. Secondo Pelosi i due fratelli, autori del furto, seguirono Pasolini in moto fino a Ostia, in un posto buio e isolato.



Pelosi sostiene che la notte del 2 novembre 1975 erano presenti sul luogo del delitto tre autoveicoli, una moto e complessivamente sei uomini. Oltre all'Alfa modello Gt di Pasolini, c’era una Fiat di cilindrata 1300 e un’altra Alfa GT.



Ora l'uomo afferma che, nascosti sotto al tappetino della macchina sulla quale era salito, c'era una somma di denaro pari a 4 milioni di lire. Forse questi soldi potrebbero essere il "riscatto" per riavere le citate pellicole cinematografiche, in gergo dette "pizze" per la loro particolare forma. Le indagini in corso dovranno appunto chiarire tutti questi punti.

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Ad esaminare con attenzione i fatti viene da domandarsi per quale motivo un uomo che vuole appartarsi per una prestazione sessuale deve arrivare fino ad Ostia da Termini in pieno inverno, quando potrebbe raggiungere più comodamente e in meno tempo mille altri posti in città.

Cosa dovevano fare secondo voi a Ostia i due?



Pasolini potrebbe aver avuto semplicemente un appuntamento all'idroscalo, con persone che avevano scelto un luogo molto isolato, dove nessuno poteva vederli, per chiarire alcune cose. Effettivamente un'ipotesi di pagare un riscatto per avere indietro il materiale rubato a Cinecittà ci può anche stare, ma servono prove certe, altrimenti non sapremo mai come sono andate veramente le cose.

Quello che resta un mistero è il movente dell'aggressione. Le testimonianze di Pelosi vanno però soppesate con grande attenzione, poiché negli anni ha cambiato troppe volte versione.

E' piuttosto sui rilievi relativi al dna individuato su alcuni bastoni usati per aggredire il poeta che è il caso di soffermarsi grazie ai progressi dei moderni sistemi investigativi che potrebbero riscrivere il caso Pasolini come da varie parti auspicato negli ultimi anni.

Ricordiamo che l'uomo non morì per i duri colpi subiti ma perché un'auto passò sul suo corpo provocando lo sfondamento della cassa toracica. L'investimento fu volontario o casuale? C'era la volontà di uccidere?

Un crimine efferato, ma anche un caso politico, passato alla storia come il delitto Pasolini, che ha profondamente segnato la coscienza collettiva di questo Paese. Cosa ne pensate?