Lidia Solana Herrera, una mamma del Veneto, ha riconosciuto il figlioletto rapito da un anno in alcune foto pubblicate su un sito dell'Isis. Il bambino, Ismail Mesinovic, era stato rapito dal padre nel novembre 2013, in seguito al suo probabile arruolamento nelle forze islamiche. Sia la madre che i carabinieri del Ros non hanno avuto dubbi alla vista di quelle foto: il bimbo ritratto in pantaloni mimetici, fascetta e mitra giocattolo era proprio il piccolo Ismail, che ora si trova completamente privo di protezione in terra straniera.

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Il padre, infatti, è stato ucciso in un combattimento a gennaio di quest'anno e le ultime notizie che la madre ha del bambino risalgono a circa quattro mesi fa. La donna era stata contattata da alcuni familiari del marito che, tramite messaggio, le avevano fatto sapere che il figlioletto stava bene.

Alcune indiscrezioni, però, fanno pensare al peggio: Ismail potrebbe trovarsi nella pericolosa città di Raka, un centro saldamente occupato dai miliziani jihadisti.

Al momento è soltanto il Ros di Padova ad occuparsi della faccenda. La procura di Belluno, infatti, ha chiesto l'archiviazione del caso in quanto, in seguito alla morte del principale sospettato, era impossibile portare avanti l'inchiesta per sottrazione di minore. Il Ros, invece, ha già iscritto cinque individui nel registro degli indagati che potrebbero aver agito da reclutatori per il padre di Ismail. Proprio nella regione veneta, infatti, le forze dell'ordine stavano già indagando da tempo per scovare una rete di reclutatori di Allah che convinceva i fedeli ad abbandonare l'Italia per schierarsi al fianco dell'esercito islamico.

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Si pensa, quindi, che il padre del bambino possa essere incappato nella suddetta organizzazione prima di partire per la Siria portandosi dietro il figlioletto di due anni. Per portare a termine il rapimento, l'uomo ha approfittato dell'assenza della madre, che allora si trovava a Cuba, dicendole di voler portare Ismail dai parenti in Germania o in Bosnia. Da allora, quindi, avrebbe smesso di rispondere alle telefonate della moglie che, ad oggi, non vede il piccolo da più di un anno.