Sempre difficile e forse troppo comodo affibbiare l'etichetta di 'mostro' a chi compie fatti efferati e razionalmente inspiegabili, ma un istinto di sconcerto di fronte alla crudeltà mostrata da Martina Levato e Alexander Boettcher è più che mai comprensibile. Ventitré anni lei, studentessa di marketing all'ultimo anno alla Bocconi, dopo la maturità classica conseguita al prestigioso e celebre liceo classico Parini, sempre la prima della classe, figlia di professori di matematica. Trent'anni lui, tedesco d'origine, ma cresciuto a Milano, amministratore del patrimonio immobiliare della madre, un lavoro che gli permetteva di vivere più che bene e di mantenere due case, quella condivisa con la donna sposata sette anni fa, e quella, un loft sui Navigli, in cui incontrava Martina, della cui esistenza la moglie non sapeva nulla. Gestione ordinaria di ordinaria infedeltà, se non fosse che i due sono ora in carcere per l'agguato organizzato ai danni di Pietro Barbini, un ex fidanzato (la storia, iniziata sui banchi del Parini, s'era brevemente conclusa) di Martina, tornato a Milano da Boston, dove vive e studia, per trascorrere in famiglia le vacanze natalizie.

Cercato insistentemente da un numero che non era possibile richiamare e invitato a presentarsi in via Giulio Carcano per ritirare un misterioso pacco proveniente da Parigi, Pietro, accompagnato in macchina dal padre, si è recato a piedi al civico indicatogli (il numero 14 della via), dove è stato aggredito da Martina, che gli ha materialmente lanciato l'acido, e Alexander, colto in flagranza con un martello in mano mentre lo stava inseguendo. Entrambi erano incappucciati e Pietro ora è ricoverato con una prognosi di 60 giorni: gravissime le lesioni al volto, i medici valuteranno nei prossimi giorni lo stato della vista, che potrebbe risultare gravemente danneggiata.

Un'azione punitiva, quella orchestrata da Martina e Alexander, dietro la quale potrebbe esserci il rifiuto da parte del giovane di concedersi a un ménage á trois. E c'è precedente che permette di aggiungere un ulteriore tassello alla ricostruzione della personalità della ragazza. Nel maggio 2013, Martina, appartata in macchina con quello che allora era il suo fidanzato, chiede al ragazzo di chiudere gli occhi, promettendogli una sorpresa, salvo poi cercare, per fortuna senza riuscirci, di evirarlo con un coltello. Il pm Musso descrive Martina come una "bambina bocconiana trovata con le mani nella marmellata. Reticente, falsa e spocchiosa". Che ha parlato solo per scagionare Alexander, di cui la ragazza ha l'iniziale incisa sulla guancia, come suggello di una devozione totale. La loro relazione è stata definita "morbosa e totalitaria", improntata al sadismo e alla perversione.

Gli altri due casi sospetti

Gli inquirenti sono intenzionati a riaprire già nei prossimi giorni i fascicoli di due episodi simili rimasti senza soluzione, entrambi accaduti nel novembre scorso. Entrambe le vittime sono di sesso maschile ed entrambe sono state aggredite in strada da qualcuno non identificato che ha lanciato loro addosso dell'acido. Potrebbe esserci una stretta correlazione tra i loro casi e l'aggressione a Barbini, anche alla luce del ritrovamento nell'abitazione di Boettcher di alcune taniche di acido muriatico.