I quattro attivisti NoTav, in carcere da oltre un anno per aver assaltato un cantiere dell'Alta Velocità Torino-Lione a Chiomonte, sono stati assolti dall'accusa di terrorismo. La sentenza è stata pronunciata dalla Corte d'Assise di Torino presieduta da Pietro Capello, che ha condannato gli imputati a tre anni e mezzo per i reati di danneggiamento, porto d'armi da guerra (in relazione all'uso di molotov), resistenza e violenza a pubblico ufficiale.

L'assalto al cantiere di Chiomonte

I quattro imputati, Claudio Alberto di 24 anni, Niccolò Blasi di 25 anni, Mattia Zanotti di 30 anni e Chiara Zenobi di 42 anni, erano stati arrestati il 9 dicembre 2013 per aver partecipato all'assalto del cantiere di Chiomonte la notte tra il 13 e il 14 maggio 2013, concluso con l'incendio di un compressore di proprietà della società italo-francese Ltf.

Durante l'anno di detenzione, gli imputati sono stati sottoposti a diversi mesi di carcere duro, proprio in funzione dell'imputazione di terrorismo. Le misure restrittive erano state oggetto di un ricorso al Tribunale del Riesame, in merito alla quale la Cassazione aveva avuto modo di mettere in discussione l'accusa di terrorismo in quanto "Non ci può essere terrorismo se non c'è un grave danno per un Paese". Interpretazione contestata dai pm Andrea Padalino e Antonio Rinaudo che avevano sostenuto l'accusa di terrorismo con la richiesta di una condanna a nove anni e mezzo, in quanto 'l'obiettivo della violenza armata era di costringere lo Stato ad abbandonare una scelta politica ed economica'.

Occorreranno novanta giorni per conoscere le motivazioni con le quali i giudici torinesi hanno deciso per la caduta dell'accusa più grave. La lettura della sentenza è stata accolta dagli imputati con abbracci e lacrime, mentre altri attivisti presenti in aula inneggiavano alla loro libertà. Si è trattato di una sentenza "ottima ed equilibrata", ha sostenuto l'avvocato Claudio Novaro, alla guida del collegio di difesa degli imputati, che alla vigilia aveva dichiarato di considerare una vittoria un'eventuale condanna sotto i quattro anni e che ora valuterà la possibilità di chiedere per gli imputati una misura alternativa alla detenzione in carcere.

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