La morte di Pasolini è rimasta una ferita aperta del nostro paese, che si è a lungo interrogato senza mai trovare una risposta chiara. La Procura di Roma è tornata in questi giorni ad ascoltare l'unica persona che era certamente sul luogo della mattanza, visto che si trovava in compagnia del poeta-regista, all'interno della sua auto. Stiamo naturalmente parlando di Giuseppe "Pino" Pelosi, detto la Rana a causa degli occhi sporgenti che caratterizzavano il suo profilo spigoloso quando era solo un ragazzo e cioè all'epoca dei tristemente noti fatti dell'Idroscalo di Ostia. Pelosi fu condannato per questo omicidio (9 anni e 7 mesi).

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Come mai si è sentito il bisogno di riascoltarlo dopo tutto questo tempo? E' successo che da nuovi esami sugli abiti si sono circoscritti nuovi elementi col codice genetico personale (dna) che non sono riconducibili a Pelosi.

Si cerca di capire quindi chi altro era presente anche per sapere a che titolo ha preso parte all'omicidio Pasolini. La nuova verità di Pelosi è che ad accanirsi contro Pasolini, che era passato a prendere Pelosi dalle parti della stazione Termini per portarlo a mangiare al ristorante, sono stati sei individui. Il gruppo lo picchiò servendosi di bastoni arrivando a sopraffarlo senza fatica. L'uomo urlava ma nessuno poteva sentirlo, finché è stramazzato al suolo, venendo successivamente investito da una vettura Alfa gt, che paradossalmente era dello stesso tipo di quella dell'artista originario di Casarsa ma ormai felicemente ambientatosi a Roma, dove aveva trovato una clamorosa realizzazione professionale, in particolar modo come regista.



Pelosi, giovanissimo all'epoca dei fatti, ha precisato di non essere potuto intervenire perché tenuto fermo da una persona, che aveva un volto barbuto.

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Tra i ricordi di quei concitati momenti anche la luce di una motocicletta che secondo la ricostruzione potrebbe aver seguito Pasolini e la sua macchina fin da Roma. Ad ascoltare Pelosi è stato il PM Francesco Minisci. Ricordiamo che Pasolini fu barbaramente ucciso nella notte fra l'1 e il 2 novembre dell'ormai lontano 1975. Sostanzialmente Pelosi si chiama fuori dalla responsabilità per la morte dello scrittore, un'autentica icona generazionale. Si sarebbe trattato di una spedizione puntiva premeditata. resta da capire bene il movente di quella che può sembrare un'esecuzione ma anche un omicidio preterintenzionale. Non è una differenza di poco conto. Secondo alcuni, all'epoca Pasolini era impegnato in un'inchiesta sulla prostituzione minorile nella zona della Stazione Termini e potrebbe aver "pestato i piedi" a qualcuno. Servono però le prove, che al momento non ci sono... ma le indagini sul delitto Pasolini contiuano, con la sensazione che le testimonianze di Pino Pelosi possano aiutarci a capire cosa è veramente successo.