Emergono nuovi dettagli davvero sconvolgenti sul conto di Michele Buoninconti, il marito di Elena Ceste, che si trova rinchiuso nel carcere di Quarto d'Asti dallo scorso 29 gennaio, il giorno del suo arresto. Il quarantaquattrenne vigile del fuoco è stato inchiodato da numerosi indizi; la prova regina sarebbe il terriccio trovato sui vestiti di Elena Ceste, che proviene dal Rio Mersa, il canale di scolo dove è stato ritrovato il cadavere della donna. Ma Michele Buoninconti è stato inchiodato anche da alcune intercettazioni telefoniche e ambientali davvero molto compromettenti, come per esempio quella nella quale afferma di fronte ai figli che la loro madre avrebbe dovuto essere "raddrizzata".

Nell'ultima puntata di "Mattino 5", sono emerse nuove intercettazioni telefoniche del quarantaquattrenne vigile del fuoco; il loro contenuto è a dir poco sconvolgente. Vediamo perché.

Ultime news Elena Ceste, nuove agghiaccianti intercettazioni telefoniche di Michele Buoninconti

Nell'ultima puntata di "Mattino 5" sono state analizzate nuove intercettazioni telefoniche di Michele Buoninconti; si tratta di parole che mettono i brividi: "Però io la riesco a vedere dal balcone casa mia, io la tenevo sotto il mio sguardo, io la controllavo". Sono parole riportate dal sito "Urbanpost", che Michele Buoninconti avrebbe detto ad un amico, di nome Giampaolo in un dialogo avuto pochi giorni dopo la morte di Elena Ceste. Da questa conversazione emerge il fatto che Michele Buoninconti avrebbe controllato il luogo dove giaceva il cadavere della donna dal balcone della sua abitazione.

I migliori video del giorno

Si tratta dunque di un elemento che confermerebbe il suo profilo psicologico ossessivo-compulsivo e che, di conseguenza, aggraverebbe ancora di più la sua posizione.

Ultime news Elena Ceste, Michele Buoninconti conosceva perfettamente il Rio Mersa

Nella sua conversazione con l'amico Giampaolo, inoltre, Michele Buoninconti fa riferimento ad un dettaglio molto importante. Parla infatti del luogo dove ha nascosto il cadavere di Elena Ceste, dicendo che si tratta di un posto non facilmente riconoscibile dal ciglio della strada. Tutto ciò fa capire che il quarantaquattrenne vigile del fuoco sapeva benissimo che quel posto fosse difficilmente perlustrabile dagli inquirenti.