Più di mille sodati presidieranno le scuole di Acapulco per permettere il normale svolgimento delle lezioni. Il motivo? Difendere alunni e professori dalle minacce della criminalità organizzata. Ci sono voluti tre mesi per arrivare a questa soluzione. Un periodo durante il quale le scuole ad Acapulco, città conosciuta per l'importante porto turistico nel sud ovest del Messico, sono rimaste chiuse. Tutti i 107 istituti, dall'asilo alle superiori. Nessuna escluso. Lasciando ben 31 mila alunni a casa.

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Professori in sciopero

Il motivo della chiusura di tutti gli edifici scolastici è stato lo stato di agitazione sollevato dai professori. Nell'ultimo anno sono stati 22 i docenti uccisi in città.

L'ultimo il 10 gennaio scorso. Si tratta del professor Marco Antonio Lopez, ritrovato ucciso nella porta della sua abitazione con tre bossoli accanto al cadavere. Non sono poche nemmeno le 8 violenze e i 19 sequestri denunciati. A cui c'è da a aggiungere un numero imprecisato di violenze non denunciate per paura o vergogna. "Ci sono storie di autentico terrore" racconta una fonte della segreteria all'istruzione a El Mundo.

I motivi

Secondo quanto riporta il segretario all'istruzione dello stato di Guerrero Salvador Martinez della Roca i motivi sono da ricercare nella composizione sociale della città di Acapulco, fortemente caratterizzata da un alto tasso di povertà e analfabetismo. Se da un lato la scuola con la sua attività pedagogica toglie forza lavoro alla criminalità organizzata, dall'altro è l'alto stipendio dei professori ad attrarre le piccole bande.

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Lo stipendio di un professore in Messico si aggira sui 900 euro. Una cifra che si raddoppia durante il mese di dicembre per effetto della tredicesima. Ed è proprio in questo mese, secondo quanto si apprende, che si accentuerebbero le estorsioni.

La criminalità entra nelle scuole

Se da un lato la criminalità in Messico non è certo una cosa inedita, i connotati che sta assumendo i crimini di Acapulco sono una novità. Da nessuna parte del Paese infatti la criminalità era ancora entrata dentro alle scuole, mettendo in seria difficoltà lo svolgimento delle lezioni.

Soldati tra alunni e professori

La soluzione voluta dal governo centrale è quella di posizionare i soldati dentro e fuori dalle scuole e di munirli di auto blindate e mitragliatrici. Tutto ciò non rende del tutto soddisfatto della Roca, che oltre al ruolo ufficiale che ricopre è anche colui che ha lanciato l'idea dello sciopero. "Che senso ha mettere quattro soldati in ciascuna scuola se poi quando i professori svoltano l'angolo vengono uccisi con facilità?" conclude.

Messico all'Onu

Tutto questo mentre si è diffusa la notizia che il Governo dell'Onu dovrà comparire il prossimo 2 e 3 febbraio a Ginevra per riferire alle Nazioni Unite della sparizione dei 43 studenti scomparsi a Iguala lo scorso 26 settembre. Ancora poco chiara la vicenda, così ancora non si sa se i 28 corpi carbonizzati ritrovati lo scorso 4 ottobre a Puerto Viejo siano i loro. Iguala, lo ricordiamo, dista 200 km da Acapulco.