Arrivano importanti novità in merito al caso del delitto di Yara Gambirasio, la tredicenne originaria di Brembate di Sopra che fu ritrovata senza vita in un bosco di Chignolo d'Isola, oramai cinque anni fa. Vi abbiamo parlato nei giorni scorsi dell'esito delle analisi dei tecnici informatici sul personal computer di Massimo Giuseppe Bossetti, il principale indiziato per l'omicidio: l'uomo cercava insistentemente sul motore di ricerca di Google parole come 'tredicenni rosse vergini' e seguiva molto da vicino i casi legati alle morti per violenza sessuale, primo fra tutti ovviamente quello della povera Yara. Questo riscontro, naturalmente, non fa altro che aggravare la posizione del muratore di Mapello in carcere dallo scorso 16 giugno, nonostante la difesa, nella fattispecie l'avvocato Claudio Salvagni, si sia appellato alle incongruenze riscontrate nel DNA nucleare e mitocondriale.

Le ultime news in merito ad ulteriori esami compiuti dai carabinieri del Ris potrebbero dare un ulteriore 'scossone' alla già precaria posizione di equilibrio in cui è sospeso il Bossetti.

Yara Gambirasio, ritrovati fili del sedile del furgoncino di Bossetti sui leggings

Secondo quanto riportato dalla giornalista del quotidiano 'La Stampa', Grazia Longo, sui leggings della povera Yara Gambirasio sarebbero stati trovati dei fili di tessuto riconducibili a quelli del sedile del furgone di proprietà di Massimo Giuseppe Bossetti. Se dovesse essere confermato questo elemento, non vi sarebbero più dubbi sul fatto che quella sera del 26 novembre scorso, la ragazzina salì sul furgone del carpentiere di Mapello.

La ricostruzione di quanto avvenne quella sera, oramai, sembra aver trovato quasi tutti gli elementi necessari, anche perchè le telecamere, nonchè la testimonianza di un passante, avevano già confermato la presenza del furgoncino bianco del Bossetti nei pressi della palestra di Brembate. 

Non resta ora che attendere la conferma definitiva dell'esame scientifico che, unito al ritrovamento di tracce del DNA del muratore di Mapello sul corpo di Yara Gambirasio, finirebbe per provare in maniera inconfutabile la colpevolezza dell'uomo arrestato lo scorso 16 giugno.