Sembra essere stata una banale lite tra coetanei all'origine della tragedia che si è consumata nel campo rom di Castel Romano, alle porte della capitale. Una bambina di soli 11 anni è stata ferita con un coltello al polmone. Il tutto è avvenuto nel pomeriggio del 13 marzo, quando, secondo le ricostruzioni dei presenti, era in atto un gioco pericoloso tra i due bambini, che in quel momento si trovano soli.



Il fatto - La lite, scoppiata per futili motivi, ha coinvolto una bambina di soli undici anni ed un suo coetaneo, il quale, armato di coltello da cucina, l'ha colpita con violenza. Al momento la bimba risulta essere in condizioni critiche dopo un lungo intervento effettuato alla clinica Sant'Anna a Pomezia, resosi necessario per la gravità delle lesioni interne.

La bambina è stata trasferita al Bambino Gesù. I medici non hanno sciolto la prognosi.

Solidarietà da parte del Comune - Nel pomeriggio, si è recata in visita al capezzale della sfortunata bambina di 11 anni, l'assessore alle Politiche sociali del Comune di Roma Francesca Danese. La quale ci ha tenuto a precisare l'avvio di un'indagine per chiarire la dinamica dei fatti: "I bambini non devono mai giocare con i coltelli, ma i campi come ci indicano i quattro pilastri delle politiche comunitarie e le risorse che saranno messe a disposizione vanno sicuramente superati". L'assessore ha inoltre dichiarato alla stampa che la bambina si salverà, perché il fendente non ha colpito il cuore. 

La dinamica è ancora tutta da chiarire - Non è ben chiaro agli inquirenti cosa sia avvenuto nel campo rom e soprattutto in che modo.

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Si fa fatica a comprendere come possano due bambini avere accesso facilmente ad un coltello da cucina e addirittura giocarci. I militari dell'arma di Pomezia (Roma) hanno identificato la madre del feritore, una ragazza bosniaca alla quale potrebbero essere presto formulate dalla magistratura le accuse di lesioni gravissime ed abbandono di minori, i familiari chiedono giustizia per la bambina di 11 anni.