Stanno continuando a ritmo serrato le indagini per cercare di scoprire il killer di Trifone Ragone e Teresa Costanza, i due fidanzati di ventinove e trent'anni uccisi lo scorso 17 marzo nel parcheggio della palestra di Pordenone. Emergono news molto importanti su questo complesso caso; nell'ultima puntata di "Domenica Live", infatti, è stato intervistato Murad, un ragazzo russo amico di Trifone Ragone. I due si vedevano molto spesso in palestra e condividevano la passione del body-building. Ma vediamo subito qual è la testimonianza di Murad.

La testimonianza di Murad: ecco tutti i dettagli

Il giovane e muscoloso amico russo di Tifone ha raccontato nei particolari il suo rapporto con Ragone; ha affermato di non avere mai saputo il suo vero nome, ma di averlo sempre conosciuto come Luca Bari, ovvero con il nome d'arte usato dal sottufficiale durante le sue serate nei locali notturni.

"L'ho sempre conosciuto come Luca", ha detto Murad. Il russo ha poi aggiunto che la loro amicizia è nata in palestra; qui Trifone Ragone insegnava spesso degli esercizi al ragazzo e con il tempo il loro legame è diventato sempre più forte. "Ci sfidavamo spesso nei vari esercizi, - ha affermato Murad - ma non ho mai pensato che Trifone fosse stato un uomo pericoloso o che abbia fatto qualcosa di illegale". Il giovane russo si è poi scagliato molto violentemente contro la stampa: alcuni media, infatti, lo hanno accusato di essere stato l'assassino di Tifone Ragone e della sua fidanzata, Teresa Costanza. Murad ha naturalmente rigettato tutte le insinuazioni dei media, specificando che la notte del 17 marzo, ovvero il giorno del duplice omicidio di Pordenone, si trovava nella sua abitazione. "Ero a casa e stavo guardando la tv; poi ho ricevuto un messaggio.

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Sono corso in palestra e non ho creduto a quello che vedevano i miei occhi; ci eravamo visti il giorno prima in palestra". Continua, dunque, il mistero sul caso di Pordenone: chi ha assassinato Trifone Ragone e Teresa Costanza? La pista più accreditata pare essere quella passionale, ma gli inquirenti non escludono nessuna ipotesi.