Appare sempre più complicata la posizione di Padre Gratien Alabi, il sacerdote congolese arrestato con l'accusa di omicidio e occultamento del cadavere di Guerrina Piscaglia, misteriosamente scomparsa dal suo paese d'origine, Ca' Raffaello, in provincia di Arezzo. Il ritratto del prete che, giorno dopo giorno, sta assumendo contorni sempre più definiti è quello di un uomo che avrebbe fatto dell'inganno la sua 'arma preferita'.

Avrebbe ingannato la povera cinquantenne che si era innamorata di lui e che per lui avrebbe fatto qualsiasi cosa; avrebbe tentato di ingannare gli inquirenti con le sue strane e centellinate dichiarazioni in merito alla scomparsa della donna; avrebbe provato ad ingannare anche il marito della povera donna, Mirco, cercando di convincerlo, con uno stratagemma ben studiato, di sottoporsi al test di paternità; avrebbe cercato di sviare le indagini mandando sms con il cellulare di Guerrina per far credere che fosse lei stessa ad inviarli. 

Tredicimila euro nella tasca della giacca di Padre Gratien: da dove vengono questi soldi?

Sono tanti gli indizi, quindi, che pesano su Padre Graziano. Le ultime novità riguardano un misterioso rotolo di banconote da 500 euro, trovati per caso dalla titolare di una lavanderia di Ca' Raffaello nella giacca del sacerdote: totale della somma, tredicimila euro. Com'era possibile che un prete si portasse dietro una somma così ingente? L'aveva nascosta nella giacca che poi sbadatamente avrebbe portato nella lavanderia? Soprattutto: da dove proviene tutto quel denaro?
Padre Gratien dovrà chiarire anche questo mistero davanti agli inquirenti, nonostante il prelato si ostini a trincerarsi dietro un ostinato silenzio: eppure, secondo le testimonianze rese dagli abitanti del paese, il sacerdote continuava a lamentarsi per le enormi difficoltà nel pagare anche le semplici bollette del gas e della luce. D'altro canto, però, alcune donne che si occupano della pulizia della canonica dove abita il prete insieme ai suoi confratelli, hanno dichiarato che i soldi ci sarebbero stati, eccome. E anche tanti.  

Il sacerdote congolese è 'sconvolto', l'avvocato difensore 'Indagini poco chiare'

Per contro l'avvocato difensore di Padre Gratien, Luca Fanfani, ritiene che non ci siano elementi sufficientemente validi per trattenere agli arresti il sacerdote che si è dichiarato sconvolto per quanto accaduto. 'Lui ha sempre voluto bene a Guerrina - ha affermato il legale - e si chiede chi può aver fatto del male alla donna'. L'avvocato Fanfani sostiene, inoltre, che ci sono degli aspetti poco chiari nelle indagini, come quello di aver aspettato fino alla vigilia del divieto di espatrio di Padre Gratien prima di arrestarlo. 
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