Mentre in Italia continuano gli sbarchi, la Guardia Civil di Ceuta, Spagna, alle 12 di ieri ha trovato un bambino subsahariano di 8 anni nascosto in una valigia mentre cercava di entrare illegalmente in Europa. A trasportare la valigia era F.E.Y., una ragazza 19enne di Castillejos, Marocco, il cui nervosismo ha insospettito gli agenti della Gendarmeria spagnola in servizio al controllo e al riconoscimento delle persone e dei veicoli presso la località di El Tarajal, al confine marocchino di Ceuta. Questi hanno allora sottoposto la valigia all'esame dello scanner aspettandosi di trovarvi della droga.

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Una doppia sorpresa

All'interno, invece, la sorpresa: nessuna sostanza stupefacente ma solo il piccolo Adou, 8 anni, sistemato in posizione fetale nel bagaglio.

La giovane che trasportava il bambino è stata allora arrestata con l'accusa di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. Ma la storia non finisce qui: proseguendo con il monitoraggio della frontiera, circa un'ora e mezza più tardi la Guardia Civile ha poi fermato un cittadino 43enne della Costa d'Avorio anch'egli chiamato Adou. Insospettiti dalla coincidenza gli agenti hanno interrogato l'uomo, che si è poi rivelato essere il padre del bambino.

Secondo le prime ricostruzioni, la donna marocchina sarebbe stata pagata dal padre del bambino, in possesso dal 2013 di regolare permesso di residenza a Las Palmas de Gran Canaria, Isole Canarie, per mettere in atto lo stratagemma. Una volta superato il confine con la Spagna, il padre si sarebbe riunito col figlio: ora anche l'uomo è agli arresti, mentre il figlio è in cura presso i servizi sociali.

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Ceuta, porta africana sull'Europa

Non è che l'ultima di una lunghissima serie di storie di migranti africani che cercano di entrare in Europa attraverso la "dépendance" di Ceuta. La città autonoma di Ceuta è, assieme alla città di Melilla, una exclave spagnola in territorio marocchino, ossia una sorta di "ritaglio" di terra politicamente spagnola, dunque europea, sul suolo d'Africa. Circondata da due reti parallele, poste ad una distanza di 6 metri l'una rispetto all'altra e aggiunte di filo spinato in cima, Ceuta ha l'aspetto di una fortezza ed è stata oggetto di una serie di veri e propri assalti da parti di migranti disperatamente in cerca di una via per l'immigrazione in Europa. Il 29 settembre del 2005 la città venne alla ribalta internazionale quando, durante uno di questi assalti in cui la polizia di frontiera sparò (proiettili di gomma da parte spagnola, piombo dal Marocco) ai migranti, da 13 a 18 persone rimasero uccise sulle reti.

Da allora, altre persone sono morte presso le reti di Ceuta cercando di entrare in Europa. Non è stato, fortunatamente, il caso del piccolo Adou. Ma quella dei migranti resta una questione di importanza capitale, che per ora appare sostanzialmente irrisolta.