Ottanta milioni: ecco quanto chiesto da Alitalia ad Aeroporti di Roma per i disagi subiti finora e collegati, principalmente, all'incendio che il 7 maggio aveva devastato parte del Terminal 3. Per la compagnia quello di Fiumicino sarebbe un problema di qualità: in breve, servizi peggiori rispetto a una volta e soprattutto presenza di compagnie low cost. Le stesse che, secondo quanto dichiarato ieri dall'Enac – Ente nazionale per l'aviazione civile –, sarebbero quelle rimaste più danneggiate dall'incendio di mercoledì. 

In pratica, ha sottolineato l'amministratore delegato di Alitalia, Silvano Cassano, Fiumicino non sarebbe più uno scalo adeguato.

A meno che non venga varato un adeguato piano di investimenti. Investimenti che, a dire il vero, Aeroporti di Roma ha messo in piedi nel 2013, con un piano da 11 miliardi. Di questi, 170 milioni sarebbero stati investiti nel 2014 mentre quest'anno è previsto un investimento di almeno il doppio. 

Ryanair, dal canto suo, ha preso la palla al balzo. Se Alitalia dovesse davvero lasciare Fiumicino, ha fatto sapere Robin Kiely, la compagnia low cost è pronta ad aumentare il numero di aeromobili, voli e rotte.