Le indagini relative alla morte di Teresa Costanza e #Trifone Ragone, fidanzati uccisi a Pordenone lo scorso 17 marzo, sembrano essere finalmente arrivate alla svolta. Dopo sei mesi di ricerche relative agli ambienti frequentati dalla coppia, gli inquirenti hanno iscritto nel registro degli indagati Giosuè Ruotolo, amico di Trifone e militare come lui. Preziosi indizi porterebbero al giovane ma si cerca ancora la prova schiacciante, la stessa che è invece stata trovata nel caso di #Yara Gambirasio, la ragazza di Brembate Sopra, scomparsa da casa il 26 novembre 2010 e ritrovata solo tre mesi dopo. Per la sua morte è al momento imputato Massimo Bosssetti, il cui processo è attualmente in corso.

Per quanto riguarda l'altro caso balzato alle cronache nelle ultime settimane, esso ci porta a Siracusa, dove finalmente l'assassino di Eligia Ardita ha deciso di confessare. E' stato il marito Christian Leonardi ad ammettere di aver perso la testa dopo un litigio con la moglie. Ma anche in questo caso molti dettagli non tornano.

Omicidio Teresa Costanza e Trifone Ragone: trovate importanti tracce nell'auto di Ruotolo

Giosuè Ruotolo, ventiseienne amico di Trifone, è al momento l'unico indagato per l'omicidio dei due fidanzati pordenonesi. Le indagini proseguono serrate con le verifiche sull'auto e sull'appartamento dell'indagato. Nell'Audi A3 di sua proprietà sono state individuate importanti tracce ematiche che verranno ora analizzate in laboratorio per capire se possono essere ricondotte ai due ragazzi uccisi.

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Per quanto riguarda l'abitazione di Ruotolo, sono stati sequestrati computer, telefoni e abiti dell'indagato per cercare di ricostruire i suoi movimenti nel giorno dell'omicidio e in quelli immediatamente successivi. A tal proposito è stata sentita anche la sua fidanzata, che non sembra coinvolta nella triste vicenda.

Giallo Eligia Ardita e Yara Gambirasio: gli sviluppi del 29 settembre

Non ci sono dubbi riguardo al colpevole dell'omicidio di Eligia Ardita, la donna di Siracusa uccisa lo scorso 19 gennaio quando portava in grembo una bambina di otto mesi. Il marito Christian Leonardi si è proclamato colpevole dopo mesi di depistaggi ma alcune cose ancora non tornano. Proprio per questo le indagini proseguono: si cercano uno o più complici che potrebbero averlo aiutato a ricomporre il cadavere e ripulire l'appartamento in attesa che arrivassero i soccorsi.

C'è molto ancora da dire in merito al delitto di Yara Gambirasio: il processo a Massimo Bossetti è attualmente in corso e la scorsa settimana sono stati sentiti i genitori e la sorella della povera tredicenne, i quali hanno ripercorso gli ultimi movimenti della ragazza in quel tragico giorno di novembre.

Nel frattempo, giunge notizia di alcune fatture relative all'acquisto di materiale edile effettuato da Bossetti proprio il 26 novembre e il successivo 9 dicembre. Tali documenti sono stati tenuti separati dal muratore rispetto all'altra documentazione fiscale, confermando che potrebbe esserci un collegamento con il delitto. #cronaca nera