Commettere un reato per nasconderne un altro non sempre porta ai risultati sperati, specialmente nel caso in cui si tratta di reati penali e fiscali. Protagonista della vicenda è uomo che accusato di evasione fiscale ha pensato di sottrarsi ai controlli degli ispettori della Polizia Tributaria, che gli hanno chiesto di esibire la documentazione contabile dell’azienda dopo aver fatto irruzione all’interno della stessa.

Imprenditore nel panico dopo l’irruzione della Polizia tributaria: cosa escogitare? 

Il piano studiato dall’imprenditore era geniale: l’obiettivo era quello di evitare che gli ispettori tributari mettessero le mani su qualcosa di compromettente come le scritture contabili dell’azienda, che lo avrebbero forse accusato e condannato al reato di evasione fiscale. Ecco quindi che l’astuto imprenditore pensa bene di inscenare un furto, ma non delle scritture contabili (forse perchè sarebbe stato troppo banale e troppo poco credibile) ma della sua auto che quasi casualmente conteneva proprio quelle scritture contabili cosi’ compromettenti… Il piano però non è stato cosi perfetto perché l’imprenditore-vittima del furto della sua auto presentandosi ai Carabinieri per denunciarne la sottrazione, ha fatto però presente che nell’auto si trovavano solo “varie fatture e foglietti”.

La denuncia presentata all’autorità giudiziaria lo ha quindi tradito nel momento in cui egli, dinnanzi alla Corte di Cassazione, ha invece ribadito ancora una volta, cosi come aveva fatto davanti ai giudici tributari dei precedenti giudizi, che nell’auto si trovavano proprio quelle scritture contabili che  non aveva potuto mostrare agli ispettori tributari per via del furto. Risultato: condanna per il reato di occultamento o distruzione delle scritture contabili. ( art 10 del D.Lgs. n.74/2000). 

Quando si configura il reato di occultamento o distruzione delle scritture contabili?

La Corte di Cassazione con sentenza n. 41830 del 19.10.2015 ha infatti chiarito che tale reato tributario punisce la condotta di chi al fine di evadere le imposte sui redditi o IVA, tenta di aggirare i controlli del fisco attraverso meccanismi illeciti che consistono appunto nella distruzione o nell’occultamento di quelle scritture contabili di cui è obbligatoria la conservazione.

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Gli ermellini ritengono che il reato di occultamento o distruzione delle scritture contabili si configura anche nel caso in cui l’Agenzia fiscale abbia ricostruito induttivamente il reddito d’impresa.

La possibilità concessa all’imprenditore di giustificare il suo rifiuto dovuto all’impossibilità di esibire la documentazione aziendale non è stata sfruttata al meglio proprio perché i giudici di legittimità hanno ritenuto inutile sostenere il furto dell’autovettura, se dalla denuncia all’autorità giudiziaria è emerso palesemente che nell’auto non erano custodite le scritture obbligatorie ma solo alcune fatture e dei foglietti inerenti all’attività d’impresa. Ma se nella vita c’è sempre una prossima volta, per l’imprenditore questa potrebbe essere l’ultima volta che finge il furto della sua auto. Per info di diritto premi il tasto Segui sopra il titolo dell'articolo.