Durante l'interrogatorio durato otto ore, Giosuè Ruotolo ha stranamente ritrattato la versione che aveva dato sino a 24 ore prima. Una strategia suggerita del suo legale Roberto Rigoni Stern che però pone ulteriori dubbi sulla innocenza del 26enne militare campano, unico indagato per l'omicidio di Trifone e Teresa. Per il procuratore Marco Martani, fermato dai giornalisti all'esterno del Tribunale di Pordenone, il colloquio che si è svolto rappresenta una fase molto importante ma non sarà sicuramente l'ultima. L'avvocato di Ruotolo svolge il proprio mestiere proclamando l'innocenza del suo assistito, ma da parte della Procura non possono uscire ulteriori dettagli perché coperti dal segreto istruttorio, il che ci fa capire che qualcosa bolle in pentola e che la vicenda non è per niente conclusa.

L'interrogatorio è iniziato alle 11:30. Ruotolo è apparso preoccupato, taciturno. Non ha mostrato sorrisi di circostanza, quegli stessi che lo avevano caratterizzato nel corso delle interviste televisive dei giorni scorsi. A meno di un singolo giorno ha ribaltato la versione secondo la quale lui la sera del 17/3 era rimasto a casa con i suoi commilitoni a giocare alla 'PlayStation'. I coinquilini però lo hanno sconfessato asserendo che il loro amico quella sera proprio era irreperibile persino al telefono.

La nuova verità di Giosuè

Ruotolo ha cercato di spiegare il vuoto di quei 7 minuti e le telecamere lo inchioderebbero. Ha raccontato che quella sera era andato in palestra ma che non trovando parcheggio, aveva deciso di posteggiare nei pressi del boschetto, proprio a ridosso quasi del laghetto, per poi andare a fare ' Jogging'.

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Resosi conto che faceva troppo freddo, si era rimesso in macchina per tornare a casa. Alla domanda del magistrato: 'Perché non aveva con sé il cellulare?' Ha risposto: 'Temevo me lo potessero rubare'.

Le incoerenze e i dubbi del racconto

Ci sono delle contraddizioni nel racconto reso da Giosuè Ruotolo che fanno pensare che la soluzione del giallo sia sempre più vicina. Analizziamole:

  • Dove si trovava l'indagato la sera del 17/3? Ruotolo ha mentito dando due versioni diverse.
  • L'Audi grigia è stata ripresa dalle telecamere della palestra. Era sicuramente quella dell'indagato che ha il faro destro rotto.
  • Perché parcheggiare vicino al laghetto (sul fondo del quale è stata ritrovata l'arma del delitto) che si trova a discreta distanza dalla palestra? Non c'erano altri posteggi nelle vicinanze?
  • L'indagato afferma di non frequentare la palestra di Trifone e questo è parzialmente vero, nel senso che in quella a cui era iscritto la vittima potevano avere accesso solo atleti professionisti. Ruotolo frequentava la palestra attigua.
  • Tra le due palestre ci sono due uscite comunicanti. Chi ha ucciso la coppia avrebbe potuto entrare da una parte ed uscire dall'altra.
  • Giosuè afferma di non aver più frequentato Trifone da quando si era fidanzato. La titolare del ristorante posto tra la caserma e le palestre sostiene di averli visti poco prima dell'omicidio.
  • Il barbiere di fiducia dei due commilitoni racconta che dopo l'omicidio Giosuè non si era fatto più vedere, ma che al contrario aveva cambiato 'Coiffeur' e addirittura 'Look'. Temeva forse di essere riconosciuto?
  • L'indagato assicura che tra lui e la vittima ci fosse un rapporto di grande amicizia. Avevano convissuto per anni nello stesso appartamento, si era preso la briga di trasportare anche la bara del suo amico. Perché allora dopo la tragedia non si è mai fatto sentire al telefono dai genitori di Trifone neanche per le condoglianze?
  • Giosuè aveva lasciato a casa il cellulare. Non ha risposto a nessuna chiamata e a nessun messaggio per ben due ore, dalle 19:00 alle 20:30 quella sera. Un sms inviato dalla fidanzata aprirebbe il varco a molti altri dubbi sulla sincerità di Ruotolo: "Amore, hai fatto qualcosa che non mi hai detto?".