In riferimento all'indagine che vede inquisito il Vicepresidente di Unicredit, Fabrizio Palenzona occorre conoscere un po' meglio uno dei dieci personaggi coinvolti nell'indagine. Andrea Bulgarella è un imprenditore edile nato ad Erice (TP) 69 anni fa. L'impresa edile Bulgarella inizia con il nonno, nel 1902. Negli anni '70 l'imprenditore, già arricchitosi in Sicilia, decide di 'diversificare' la sua azione, investendo anche in Toscana, con interessi tra Livorno e le spiagge della Versilia. La sua specialità è la costruzione o il radicale recupero/restauro di alberghi di lusso, oppure la lottizzazione delle vecchie e numerose colonie estive presenti sul litorale, soprattutto a Tirrenia (PI).

Scandali in Sicilia

Prima di dedicarsi principalmente alla Toscana, Bulgarella è protagonista, negli anni '80, dello scandalo 'Autoparco' nel trapanese, ottenendo un appalto per costruire l'impianto in una salina non sua e nella quale era pericoloso costruire. In quella vicenda, che lo ha visto indagato con altre dieci persone, tra politici e funzionari corrotti (ne esce illeso), emerge anche il rapporto con un certo Sucameli, direttore della Cassa Rurale e Artigiana Ericina (nonché nipote di Vito Sucameli, vecchio boss della mafia locale) dal quale, senza garanzie, riesce ad ottenere un fido di sette miliardi di lire. Non solo: dal 1981 al 1985 Bulgarella é nel CDA della 'Calcestruzzi Ingrassia Giovanni Srl' di appurata proprietà del clan Messina Denaro.

Quando l'azienda non può più coprire le interminabili irregolarità gestionali ed amministrative, si trasforma (sembra in una notte) in Calcestruzzi Ericina Srl, che Bulgarella manterrà fino al 1991, quando la società verrà ceduta (ad una somma fiscalmente risibile), a Vincenzo Virga.

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Costui è il capo mandamento di Trapani ed appartiene ai Corleonesi di Totò Riina, attualmente è in carcere condannato all'ergastolo nel 2014 per l'omicidio (1988) del giornalista Mario Rostagno. La 'Calcestruzzi Ericina' é stata confiscata nel 1997. A proposito della 'Calcestruzzi Ericina', nel 2005 la trasmissione 'Report' se ne interessa: Bulgarella scrive una lettera all'allora Presidente di Raitre, Paolo Ruffini, per richiedere di non mandare in onda il servizio. Del fatto si occupa addirittura la commissione di vigilanza della Rai, dove il palermitano Pippo Gianni, deputato in quota al centrodestra, perorerà le ragioni del suo amico di Trapani. In un'intercettazione è ascoltabile la voce dell'onorevole che 'consiglia' a Bulgarella di assumere alcune precise persone in una struttura turistica dell'imprenditore. Richiesta accolta.

Investimenti in Toscana

Tornando a Bulgarella, la Dda fiorentina ritiene che il ricavato con la vicenda di quell'azienda sia stata reinvestita in Toscana, per conto dei Messina Denaro.

Le indagini appena avviate da Firenze mostrano come il personaggio dimostri di godere di molte conoscenze, divise tra mafia, politica e massoneria, utili ad evitare le conseguenze delle molte indagini, che lo hanno riguardato solo marginalmente. Risulta noto il suo legame con il cognato Giuseppe Poma, ex presidente della Provincia di Trapani e braccio destro del senatore Tonino D'Alì (Forza Italia).

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