Non è la prima volta che Fondi Europei per lo sviluppo del Sud, in Calabria spariscono o vengono bruciati proprio a causa della cattiva amministrazione di dirigenti regionali o provinciali. Questa volta i Fondi Europei avrebbero dovuto consentire ai disabili di abbattere le barriere architettoniche nelle loro abitazioni. Si trattava dunque di una misura, diretta a rendere un po’ piu facile la vita di coloro che sono portatori di disabilità.

Questo tipo di progetti destinati a soggetti portatori di disabilità e pagati in questo caso con Fondi Europei hanno proprio la finalità (come ha precisato anche la Commissione Europea ) di eliminare gli ostacoli alla mobilità delle persone disabili, come individui, consumatori, studenti, soggetti economici e politici.

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Le persone soggette a disabilità devono avere accesso a beni e servizi nonché ai dispositivi di assistenza. Deve esser garantito loro non solo l’accesso ai trasporti, a tutte le strutture pubbliche, alle tecnologie dell’informazione e della comunicazione, ma anche deve esser tutelata la qualità dell’assistenza ospedaliera e dell’accoglienza in residenze specializzate.

Ma benchè il Ministero del Lavoro continui a investire in  progetti sperimentali in tema di vita indipendente ed inclusione sociale di persone affette da disabilità, fin’ora, in molte Regioni del mezzogiorno  risulta che molti di quei Fondi  Europei non vengono utilizzati correttamente per questo tipo di iniziative.

La regione Calabria a causa di un errore nel bando pubblico rischia di perdere soldi dell’Ue

La Regione Calabria per esempio è riuscita a spendere solo 385 mila euro dei 5 milioni e 200mila euro di fondi europei, i quali dovevano consentire ai disabili di abbattere le barriere architettoniche nelle loro abitazioni. Ma per via di un errore nel bando di gara si è inceppato tutto il meccanismo. Questi in breve i punti essenziali della vicenda. Nel 2011 l’Unione Europea ha dato alla Regione oltre 5 milioni di euro da destinare ai disabili che volevano abbattere le barriere architettoniche nelle oro abitazioni.

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La Regione Calabria ha scritto un bando che relegava i Comuni al ruolo di “passacarte”. I sindaci, in sostanza, dovevano raccogliere  le istanze  dei disabili. Il passo successivo era  inviarle alla Regione.

La Regione però dato che le fatture erano intestate ai disabili (come era stato scritto nel bando), non ha potuto erogare i Fondi Europei, dal momento che gli effettivi intestatari delle fatture dovevano esser proprio i Comuni. I lavori, infatti, dovevano essere i realizzati dalle varie amministrazioni comunali. Questi ultimi avrebbero dovuto avviare l’istruttoria preliminare , e inviare la documentazione prescritta alla Regione. Ma nulla di tutto ciò è stato fatto; cosicchè i 5 milioni di euro sono stati bloccati e rischiano di essere persi se non spesi entro il 31 dicembre 2015.

Se il risultato è questo c'è da chiedersi che fine faranno i 20 milioni di euro di Fondi Europei regalati alla Campania, alla Basilicata, alla  Puglia, alla Calabria e alla Sicilia e destinati ai progetti sociali per anziani e all'inclusione sociale di disabili.

Ma non finisce qui perché a causa di questo errore burocratico centinaia di disabili (che sono stati ammessi al bando dell’Unione Europea) da oltre un anno aspettano di essere rimborsati dopo aver anticipato fino a 25 mila euro per i lavori di adeguamento delle abitazioni alle esigenze dei familiari con disabilità. Famiglie che, nel frattempo, si sono indebitate.