Il nome di Fabrizio Palenzona, vice presidente di Unicredit, risulta in una lista di soggetti sottoposti ad indagine per presunti rapporti e favoreggiamenti con Cosa Nostra, in particolar modo con la cosca appartenente al boss Matteo Messina Denaro, uno dei più pericolosi latitanti ancora a piede libero.

La notizia si è appresa dopo le perquisizioni effettuate dalla Dda di Firenze proprio all'interno degli uffici che fanno capo al vice presidente di Unicredit, nell'ambito di un'inchiesta finalizzata a smascherare una serie di fiancheggiatori del boss siciliano, la cui cosca sarebbe stata oggetto di rapporti privilegiati in ambito finanziario.

Nell'inchiesta la Dda mira a smantellare una fitta rete di fiancheggiatori che hanno agevolato la latitanza del boss Messina Denaro, che ormai dura da decenni. Nel mirino degli inquirenti alcune operazioni finanziarie anomale e il rischio di infiltrazioni mafiose nei vari tessuti economici del paese. Perquisiti molti uffici di imprenditori e manager di tutta la Penisola.

Il ruolo dell'imprenditore edile Andrea Bulgarella

Fra gli indagati anche l'imprenditore edile Andrea Bulgarella, la cui impresa, leader nel mercato della costruzione di strade e nella gestione di alberghi, ha sede ad Erice in provincia di Trapani. Pare, dall'inchiesta coordinata dalla Dia di Firenze, che l'azienda facente capo a Bulgarella, abbia investito negli ultimi anni ingenti quantità di denaro anche grazie ai buoni uffici del boss Messina Denaro, nell'ambito di un rapporto che avrebbe generato 'reciproci vantaggi'. 

L'Unicredit risulterebbe ufficialmente una delle banche partner del gruppo imprenditoriale, avendo finanziato, grazie ai buoni rapporti tra Bulgarella e Palenzona, finanziamenti per sollevare l'azienda da una situazione debitoria molto pesante.

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Nel novero degli indagati altre nove persone, tra le quali anche Roberto Mercuri, braccio destro di Palenzona che avrebbe svolto un ruolo nevralgico al fine di superare la valutazione negativa sull'affidabilità economica dell'azienda di Bulgarella.

Unicredit, in una nota, ha espresso la propria 'totale fiducia' sulla trasparenza dell'operato dei dirigenti coinvolti nell'inchiesta, certa che le indagini faranno chiarezza sull'estraneità dei fatti contestati.