Secondo quanto pubblicato sul nuovo numero del settimanale di Cronaca Nera Giallo, gli inquirenti hanno perquisito la casa di Somma Vesuviana di Giosuè Ruotolo, unico indagato per l'omicidio di Trifone Ragone  28 anni e Teresa Costanza 30 anni, avvenuto lo scorso 17 marzo a Pordenone.

Il ritrovamento delle armi

Gli investigatori hanno sequestrato nell'abitazione ben due fucili da caccia, una pistola e un'enorme quantità di proiettili, sembrerebbe che questo arsenale fosse dell'anziano nonno di Ruotolo. Ovviamente le armi sono state trasportate in laboratorio per i dovuti esami da parte della scientifica. Il sospetto nasce, perché la pistola completa di caricatore monofilare rinvenuta dai subacquei nel lago di San Valentino, era una Beretta calibro 7,65 del lontano 1915, quindi risalente alla prima guerra mondiale.

Ora bisogna indagare per capire se il nonno di Ruotolo, ha mai posseduto una pistola del genere e se così fosse, sarebbe un indizio che metterebbe con le spalle al muro l'indagato. Il sequestro di queste armi, continua ancora il settimanale 'Giallo', è di notevole importanza nell'ambito dell'inchiesta, anzi si potrebbe tranquillamente dire, che se i rilevamenti dovessero dare esiti positivi, si potrebbe parlare anche di 'prova regina'.

Gli altri indizi a carico di Ruotolo

Il ritrovamento di questo arsenale, non è il solo indizio che porterebbe all'indagato, ma esistono altre risultanze che si sono rivelate contraddizioni, in confronto a quanto dichiarato dal giovane caporale. Immagini delle telecamere che inquadrano quella che potrebbe essere la sua auto (Una Audi A3 grigia ferma vicino alla palestra), rilevamenti delle celle telefoniche che lo danno in una posizione diversa da quella da lui dichiarata.

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Inoltre lui aveva anche asserito di non aver mai conosciuto Teresa Costanza, la fidanzata di Trifone ed anche su questo è stato smentito da una ristoratrice, la quale ha dichiarato che Giosuè Ruotolo ed i due fidanzati, si sono recati spesso insieme al suo locale, anche in compagnia di altri amici per prendere l'aperitivo. Esistono quindi già molti dati in mano degli inquirenti a carico del presunto assassino che il giorno del funerale di Trifone, ha anche portato in spalla la bara del collega.

Le indagini continuano e prossimamente ci sarà l'interrogatorio di Ruotolo, che ancora è indagato ma a piede libero in quanto non esiste ancora la prova schiacciante che potrebbe portare alla detenzione per misura cautelare.

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