Il 25 novembre il mondo celebra la Giornata contro la violenza sulle donne, istituita dall'Onu nel 1999 nell'intento di sensibilizzare l'opinione pubblica sul tema delle discriminazioni e degli abusi ai danni dell'universo femminile. Malgrado le sempre più numerose iniziative organizzate a livello nazionale ed internazionale, i dati dell'ultimo rapporto rilasciato lo scorso mese proprio dalle Nazioni Unite sembrano evidenziare un quadro ancora piuttosto critico per le donne di tutto il mondo. Stando alle statistiche di tale rapporto intitolato The World's Women 2015, ad oggi il 35% delle donne ha subito almeno una violenza fisica o sessuale nella vita e che i due terzi delle vittime degli omicidi consumatisi all'interno delle mura domestiche sono donne.

Benché molto sia stato fatto, si tratta di dati ancora piuttosto allarmanti.

Il quadro a livello internazionale

Che la situazione a livello internazionale sia ancora piuttosto critica lo dice la stessa indagine Onu: in tutto il mondo sono solo 125 i Paesi che hanno approvato le leggi sulle molestie a sfondo sessuale (o sexual harrassment) e appena 119 quelli che hanno approvato leggi sulla violenza domestica. Inoltre, sempre secondo la ricerca, persistono le discriminazioni e le disparità tra donne e uomini anche sul piano lavorativo. I tassi di disoccupazione femminile sono più elevati e le lavoratrici percepiscono, nella maggior parte dei Paesi, uno stipendio che va dal 70% al 90% di quello degli uomini. 

La situazione in Italia

Anche l'indagine Istat risalente a giugno 2015 sembra confermare questo andamento.

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In Italia sono oltre 6 milioni le donne di età compresa tra i 16 e i 70 anni che hanno subito una violenza sessuale o fisica almeno una volta nella loro vita: in pratica, nel nostro Paese 1 donna su 3 è stata vittima di abusi e violenze. Inoltre, mentre la percentuale delle denunce per gli abusi subiti è ancora molto bassa (appena l'11,8%), si assiste ad un aumento di quella dei figli minori che si ritrovano spettatori della violenza. A questi dati poco confortanti si aggiungono anche gli esiti di un sondaggio pubblicato la settimana scorsa all'interno del Rapporto sulla Violenza contro le donne e gli stereotipi di genere - Rosa Shoking 2, curato da WeWorld Onuls, dai quali emerge che per 1 Italiano su 3 le violenze domestiche sono un fatto privato.

Per il 19%-22% degli intervistati, infatti, ciò che accade all'interno della coppia non deve riguardare nessun altro, mentre per il 32% gli episodi e le violenze non dovrebbero uscire al di fuori delle mura di casa ed essere risolte al suo interno.

Nello stesso Rapporto sono stati analizzati anche gli effetti delle campagne di prevenzione avviate negli ultimi anni e i risultati appaiono, questa volta, confortanti dimostrando che, a fronte di forti investimenti mediatici e iniziative di sensibilizzazione di successo, l'attività di prevenzione dei fenomeni di violenza sulle donne è risultata efficace. I migliori risultati sono stati ottenuti nel 2013, a fronte di un investimento pari a 16,1 milioni di euro. Si tratta di segnali che fanno ben sperare e che dimostrano che molto è stato fatto, ma tanto ancora si può fare.