Arriva da Il Giorno, la notizia che porterebbe ad una svolta importante nella scomparsa di Ylenia Carrisi (Roma, 29 novembre 1970 – New Orleans, 31 dicembre 1993). La figlia di Albano e Romina sarebbe stata uccisa da un camionista, al quale la ragazza avrebbe chiesto un passaggio. La confessione era stata fatta dall'uomo già nel 1994, ma non ci sono mai stati dei riscontri attendibili che avrebbero potuto portare una conferma alla risoluzione della vicenda.

Il noto giornale americano ha dichiarato che l'Organizzazione internazionale della polizia criminale (Interpol) avrebbe prelevato un campione di dna sui membri della famiglia (presso Cellino San Marco a Brindisi in cui risiede al momento Albano) per avviare il confronto su quanto ritrovato del cadavere di 'Susanne' a Holt, in Florida, che era rimasto senza nome. Le stesse indagini, anche se da un anno archiviate, sarebbero 'state riaperte' perché considerata pista attendibile, e il campione del dna si troverebbe anche in mano dei Ris di Roma

La confessione del camionista

In base alla notizia diffusa da Il Giorno, al momento sono in corso le indagini sul dna sui resti della donna che il camionista Keith Hunter Jesperson ha confessato di aver ucciso dopo averle dato un passaggio per raggiungere la California o forse il Nevada.

La testimonianza non è mai stata cruciale per le indagini nella ricerca di Ylenia Maria Sole Carrisi, chiuse a 22 anni dalla sua scomparsa, in quanto l'uomo ha sempre dichiarato che la donna si chiamasse 'Susanne'. Una coincidenza, anche perché questo era il nome con il quale in quel periodo Ylenia di faceva chiamare. Una seconda coincidenza è stata evidenziata nella ricostruzione del viso dei resti della donna uccisa dal camionista il 15 settembre del 1994 e ora nella stazione della Polizia di Palm Beach, molti simili con quelli di Ylenia.

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Cronaca Nera

Era il 31 dicembre 1993 e Ylenia di trovava in Louisiana, a New Orleans, ultimo contatto una telefonata ai genitori e il giorno dopo di lei non si seppe più nulla. L'ultima persona ad averla vista fu Alexander Masakel, un trombettista americano, un artista di strada, che Albano definì come 'il mostro che era riuscito a plagiare sua figlia'. Albano aveva anche dedicato una canzone alla figlia, cantata al Festival di Sanremo del 1996 e interpretata da solista nella stessa occasione quest'anno, quando era stato ospite insieme a Romina: 'È la mia vita' con il ritornello 'E va il mio pensiero se ne va/seguendo un volo che già sa in quale cuore andare/ e arriverà/ E va è la mia età che se ne va/ e quanto amore via con lei'.

Si faceva chiamare 'Susanne'

Numerose sono state le ipotesi sulla sua morte, o sulla sua scomparsa, fino a diffondere la notizia che la ragazza sarebbe caduta nelle mani dei trafficanti di ragazze o rinchiusa in un convento perché nel giro della droga. Nel'ultimo periodo proprio Albano era arrivato ad accusare la moglie di essere stata lei a iniziare la figlia alla droga. Le indagini in Florida invece non sono mai state abbandonate, e Albano e Romina hanno sempre continuato a sperare che la figlia fosse ancora viva.

I risultati del dna potrebbero portare davvero a una svolta e verificare se la donna di cui parla il camionista è o no Ylenia e che questa abbia detto all'uomo di chiamarsi 'Susanne' proprio perché così in quel periodo era solita farsi chiamare. Un dettaglio che dal 1994 riecheggia nelle analisi di ricostruzione dei fatti e nelle indagini, in considerazione che il cadavere di Ylenia non è mai stato ritrovato e che l'ipotesi che si fosse suicidata nel Mississipi è sempre stata sempre una delle più accreditate.

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