Nel Dlgs.n.8 del 2016, pubblicato in Gazzetta Ufficiale e che entrerà in vigore il 6 febbraio, non è stata solo prevista la depenalizzazione di oltre 40 reati presenti all’interno del Codice Penale, i quali sono stati trasformati in illeciti civili o amministrativi: il Dlgs n.8 individua anche specifiche misure riguardo le conseguenze sanzionatorie relative a reati già accertati, per i quali è stato già incardinato un procedimento penale.

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Il Dlgs sulle depenalizzazioni indica anche le autorità amministrative competenti alla irrogazione delle nuove sanzioni amministrative. Una delle più importanti novità previste dal Governo è proprio la depenalizzazione di molti reati in materia di lavoro e previdenza sociale che hanno subito una trasformazione in illeciti amministrativi. Per citarne solo alcuni vi è il reato sulle omesse ritenute previdenziali e le dichiarazioni false per ottenere prestazioni previdenziali.

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Cosa prevede il principio del ‘favor rei’?

Il d.lgs. n. 8/2016 stabilisce così, come prevede il principio del ‘favor rei’, che le nuove sanzioni si applicano anche ai procedimenti penali in corso e a quelli già conclusi ma non divenuti definitivi: la depenalizzazione quindi trova applicazione anche per quelle condotte illecite commesse prima dell’entrata in vigore del decreto. In tali casi il giudice, entro il 6 maggio, dopo aver pronunciato la formula di assoluzione chiude il processo e trasmette il fascicolo all’organo amministrativo, salvo che il reato risulti in quella stessa data già prescritto.

Tale provvedimento deve poi essere trasmesso con un'ordinanza al pubblico ministero e anche all’interessato. Ai fatti commessi prima del 6 febbraio non può in ogni caso essere applicata una sanzione amministrativa per un importo superiore al massimo della pena prevista in origine per il reato. Qualora nei procedimenti penali relativi ai reati depenalizzati, definiti prima del 6 febbraio, venga pronunciata una sentenza di condanna o un decreto irrevocabili, il giudice dell’esecuzione è tenuto a revocare la sentenza o il decreto.

Anche in tali casi egli utilizzerà la specifica formula: il fatto non è previsto dalla legge come reato, decidendo ai soli effetti degli interessi civili. Vi sarà quindi la trasmissione degli atti all’autorità amministrativa competente per lo specifico illecito oggetto di contestazione. I condannati già in 1^ grado o 2^  grado potranno ricorrere per ottenere la cancellazione della pena.

Ecco i profili procedimentali dinnanzi l’autorità amministrativa

Nel caso in cui l’azione penale non sia stata esercitata, a seguito della commissione dell’illecito, è il pubblico ministero a provvedere alla trasmissione degli atti.

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Per l’applicazione delle sanzioni amministrative bisogna far riferimento all’art.16 della L. n.689/81 che prevede appunto l’applicazione di misure agevolative dell’estinzione dell’illecito. L’autorità amministrativa deve sempre notificare gli estremi della violazione al trasgressore e all'obbligato in solido entro 90 giorni. Il trasgressore entro 60 giorni dalla notificazione è ammesso al pagamento della sanzione in misura ridotta.

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Essa consiste in una somma pari a un 1/3 del massimo o pari alla metà della sanzione amministrativa, oltre alle spese del procedimento. Inoltre anche l’autorità amministrativa deve sentire la parte qualora essa chieda un audizione, essendo tenuta inoltre ad emanare un ordinanza di archiviazione o di ingiunzione a conclusione del procedimento, dopo l'esame degli scritti difensivi.

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