L'omicidio di Marco Vannini attendeva solo che si facesse giustizia e questa sembra essere arrivata oggi con l'udienza preliminare in cui il giudice per le indagini preliminari ha optato per il rinvio a giudizio per l'intera famiglia Ciontoli, indagata per la morte del giovane avvenuta in circostanze misteriose. Procediamo con ordine: Marco, un giovane ricco di speranze e sogni, va a trovare la fidanzata Martina, come di consueto, ma in seguito a circostanze ancora non ben chiare, si ritrova con una pallottola all'altezza della spalla.

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Ferita sottovalutata? Soccorsi chiamati in ritardo? Sta di fatto che a sparare sarebbe stato il suocero, Antonio Ciontoli, probabilmente nell'atto di mostrare l'arma al ragazzo che però, a detta dei familiari, non era affatto appassionato di armi.

La presenza dell'arma in casa è giustificata dal fatto che Ciontoli sia un militare, ma perché sarebbe partito un colpo da quell'arma mentre Marco era immerso nella vasca da bagno? Anche questa sembra essere una circostanza anomala, dato che, a detta dei familiari del Vannini, non era così in confidenza con il suocero da mostrarsi nudo nella vasca da bagno.

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Risulta oscuro il movente. Inoltre, perché ai soccorritori è stato detto che il giovane si sarebbe ferito con un pettine a punta? Questi incredibili ed alquanto inusuali interrogativi scuotono il cuore dell'addolorata famiglia Vannini che ieri ha potuto tirare un sospiro di sollievo. Che significato ha il rinvio a giudizio di tutta la famiglia Ciontoli? Non vuol dire altro che costoro acquistano la qualità di imputati e non più solo indagati; in sostanza, inizia un processo a loro carico.

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Cronaca Nera

Antonio Ciontoli, assieme ai figli Martina e Federico ed alla moglie Maria Pezzillo dovrà rispondere di omicidio volontario con dolo eventuale che implica l'aver messo in conto che sarebbe conseguita la morte, mentre Viola Giorgini, fidanzata di Federico, dovrà difendersi dall'accusa di omissione di soccorso.

Non vendetta ma giustizia

I Vannini hanno accolto molto bene la pronuncia in udienza del rinvio a giudizio per i Ciontoli, considerati già da tempo responsabili dell'omicidio del ragazzo.

Antonio Ciontoli, a detta dello zio di Marco, Roberto Carlini, non avrebbe guardato negli occhi nessuno dei familiari della vittima e si sarebbe allontanato imboccando un'uscita secondaria. L'udienza, a dimostrazione dell'enorme risonanza del caso, è stata seguita quasi in tempo reale, dal social network Facebook nel quale è stato dedicato un gruppo a Marco, "Giustizia e verità per Marco Vannini". Lodevole è l'iniziativa di raggrupparsi e di sostenere in primis i familiari della vittima, commentando e seguendo con rispetto e partecipazione una vicenda che potrebbe capitare a ciascuno di noi.

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