Un episodio agghiacciante quello accaduto alla metro Oktyabrskoe Pole di Mosca. Una donna si agitava e gridava di essere una terrorista, brandendo una testa mozzata di una bambina. Vestita con un burka nero, pare sia riuscita ad attirare l'attenzione dei passanti minacciando di farsi esplodere, seminando il panico.

"La fine del mondo sta arrivando, sono la vostra morte, la vostra kamikaze, odio la democrazia, sono una terrorista, questa è la fine del mondo" sarebbero solo alcune delle frasi sconnesse da lei pronunciate. In rete girando moltissimi video amatoriali della faccenda, molti dei quali censurati. Questo è il video originale che ha girato qualcuno con lo smartphone, se ne sconsiglia la visione ad un pubblico sensibile.

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Una ricostruzione dell'agghiacciante episodio

Nelle prime ore del mattino la donna era per strada, nei pressi della metro. Avvicinata dalla polizia per un controllo dei documenti aveva cacciato dalla borsa la testa della bambina in un sacchetto, minacciando di farsi saltare in aria. Aveva continuato, brandendo questa testa insanguinata, urlando "Io sono una terrorista, voglio la tua morte".

Un giornalista del portale di notizie RBC.ru, che si trovava a passare lì, ha riferito di aver sentito la donna urlare "Allahu Akbar" (frase islamica che significa "Allah è grande", spesso pronunciata pochi istanti prima di attacchi di stampo terroristico). "Lei era in piedi vicino all'ingresso della metropolitana e ha attirato la mia attenzione perché urlava Allahu Akbar.

Ho visto che aveva una testa insanguinata tra le mani ma non credevo fosse reale. La gente tra la folla diceva che, invece, lo era" - ha dichiarato.

In uno dei filmati che hanno ripreso la scena si nota un poliziotto che la blocca, aiutato da altri per tenerla ferma. L'allerta è alta, vista l'aria tesa, riguardo ad eventuali attacchi di terrorismo, ma forse questo episodio, a discapito delle apparenze, non rientra nella categoria, sebbene le parole di questa donna abbiano seminato il panico e fatto scappare moltissime persone anche dal vicino centro commerciale, convinti che una bomba sarebbe potuta esplodere da un momento all'altro.

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La donna sarebbe stata identificata come Gulchehra Bobokulova, 39 anni, originaria dell'ex Repubblica Sovietica dell'Uzbekistan. L'ufficio immigrazione avrebbe fatto sapere che lavorava a Mosca illegalmente. La donna, infatti, pare fosse proprio la babysitter della bambina decapitata, Nastya M., e che in qualche modo il delitto sarebbe collegato ad un tradimento di suo marito.

Nello stesso quartiere, pochi istanti prima del fermo della donna, in un appartamento era stato trovato il cadavere di una bambina decapitata ed erano state spente le fiamme in cui era divampato l'appartamento; erano anche state salvate quattro persone.

La donna avrebbe atteso che i genitori della piccola Natsya, di soli quattro anni d'età, uscissero insieme al fratello maggiore per poter mettere in atto l'atroce delitto, dando poi fuoco alla casa. L’agenzia Interfax, citando fonti della polizia, avrebbe assicurato che la donna risultava drogata.

Yulia Ivanova intanto, assistente della Commissione di indagine di Mosca, ha dichiarato che la Bobokulova è mentalmente instabile e che gli investigatori effettueranno una valutazione psichiatrica per capire il suo stato di salute e, soprattutto, se è in grado di rendersi conto dell'efferatezza e della gravità del suo gesto.

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