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Il 1° aprile non è mai un giorno banale. Che viviate in Europa o in America, le possibilità che rimaniate vittima di uno scherzo (di qualsiasi genere) sono altissime. Nel 2016, è ormai evidente che buona parte della nostra vita quotidiana viene trascorsa su Internet. Quindi è quasi inevitabile che, navigando sul web, si incappi in qualche scherzetto più o meno divertente. Oggi vi parliamo di quelli che, quest’anno, hanno attirato maggiormente l’attenzione (per motivi spesso molto diversi tra loro) degli utenti del web.

Google e l'epic fail del Mic Drop

Epic fail del Mic Drop? Non tutti sanno cosa vogliono dire queste due locuzioni inglesi. Un "Epic Fail" non è nient’altro che un "errore epico", un fallimento talmente grande che merita la pena di essere messo online per permettere a chiunque di ‘goderne’.

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Mentre il "Mic Drop" è una semplice gif raffigurante uno dei Minions che lascia cadere un microfono alla fine di un discorso. Per il 1° aprile, Google ha pensato bene di inserire il bottone Mic Drop affianco al bottone "Rispondi" su Gmail, il servizio di posta usato da milioni di utenti in tutto il mondo. Cliccando su "Mic Drop", la conversazione via mail si sarebbe chiusa irrimediabilmente, lasciando l’ultima parola a quanti abbiano inviato, appunto, la gif del Minion.

In cosa consiste l’Epic Fail di Google? Moltissimi utenti si sono lamentati di questa funzione, nonostante fosse chiaro che, essendo il 1° aprile, bisognava aspettarsi qualcosa fuori dall’ordinario. Alcuni hanno addirittura dichiarato di aver perso il posto di lavoro per aver inviato accidentalmente la mail ‘non replicabile’ corredata da gif a qualche contatto importante (come ad esempio il proprio capoufficio).

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Google, poche ore dopo averla introdotto, ha deciso di disattivare la funzione ‘Mic Drop’ per evitare ulteriori lamentele.

Il resto del web

Quest’anno è stata Google, suo malgrado, a destare più attenzione mediatica degli altri attorno al proprio scherzo. Ma ci sono altri Pesci d'Aprile che meritano quantomeno di essere menzionati. Primo su tutti quello ideato da PornHub, uno dei siti con video vietati ai minori più visitati al mondo. Nessun tasto rischioso, nessun regalo strano o nessuna finta minaccia. Quest’anno si è scelta la via del non-sense: per tutto il 1° aprile, PornHub diventa CornHub (Corn in Inglese vuol dire Mais) con pannocchie al posto delle anteprime video.

Infine, anche Mark Zuckberg è rimasto vittima di uno scherzo. Nelle prime ore di oggi, in rete è comparsa una foto in cui si annunciava il suo ingaggio da parte di H&M in veste di testimonial. Un’immagine che prende in giro lo stile di abbigliamento decisamente poco vario del numero uno di Facebook. 7 t-shirt grigie, un solo jeans e lo slogan geniale: Una cosa in meno a cui pensare la mattina.