Se n'è andato all'età di 86 anni Marco Pannella, un leader politico che ha avuto un grande ruolo nella storia contemporanea del Bel Paese. Condivisibili o meno le idee e le strategie politiche dell'eccentrico leader radicale, non si può assolutamente disconoscere il suo enorme ruolo avuto nella modernizzazione del paese, così come l'instancabile impegno e l'incredibile forza di volontà che l'hanno sempre animato.

Maestro di tolleranza e di libertà,eccentrico quanto logorroico e abituato a proposte e campagne provocatorie, sono molti gli aggettivi e le considerazioni che si possono fare sul defunto leader del Partito Radicale, un uomo che ha fatto la storia dell'Italia moderna e al contempo "si è fatto storia".

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Una vita spesa nel nome dei diritti

Se si può dare un bilancio sulla vita politica e non di Pannella, si potrebbe parlare di una vita spesa per l'ampliamento dei diritti umani e dei diritti civili in Italia. Difatti, Pannella si è caratterizzato per la promozione e la diffusione delle battaglie che hanno contribuito, volenti o nolenti, a modernizzare l'Italia, da quella per il divorzio, per l'aborto così come per l'indulto e l'amnistia.

Un forte cordoglio è arrivato dal mondo della politica, tra cui vanno segnalate le parole dell'attuale presidente del Consiglio Matteo Renzi che su Twitter ha definito il defunto Pannella come un "combattente e leone della libertà", nonché come "un protagonista straordinario della vita non solo politica italiana. E transnazionale, verrebbe da aggiungere".

Un liberale radicale "superpartes" in un'Italia basata sulla rigida dicotomia destra/sinistra 

Durante il suo impegno politico, Pannella è sempre stato un coerente propugnatore di un radicalismo liberale fortemente individualista, mercatista e/o liberista, ma allo stesso tempo anche sociale, alquanto estraneo alla rigida dicotomia destra/sinistra, tanto che ebbe alleati e "compagni di lotta" in entrambi gli schieramenti.

Un caso quasi "unico" in un'Italia che in passato (e in parte ancora oggi) era dominata dal dogmatico manicheismo che divideva il paese tra destra e sinistra, tra fascisti e antifascisti così come tra comunisti e anticomunisti.

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