Antonio Bonafede, giovane consigliere comunale del Pd siracusano e figlio dell'ex consigliere Sergio Bonafede, era in procinto di imbarcarsi dal porto di Pozzallo con destinazione Malta. La mattina del 29 aprile, gli agenti delle Squadre Mobili di Siracusa e Ragusa, coordinati dalla direttrice Rosa Alba Stramandino e con la collaborazione di altri colleghi della stessa Questura di Ragusa, diretta da Antonino Ciavola, lo hanno fermato insieme a due compagni, Antonio Genova (classe 1972) e Salvatore Mauceri (classe 1984). Secondo una prima ricostruzione dei fatti, i tre uomini portavano con sé, all'interno di due valigie, circa 12 chili di sostanze stupefacenti.

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Le indagini

Le indagini che hanno portato alla successiva cattura, hanno permesso agli investigatori di identificarli nel porto di Pozzallo e più precisamente nello spiazzale di fronte l'imbarco della compagnia Virtu Ferrie. I tre indiziati stavano aspettando, con movimenti sospetti, il momento di imbarcarsi alla volta della nazione compresa tra la Sicilia e le coste del Nord Africa. Mauceri e Genova erano giunti nel porto con al seguito un trolley e, poco dopo, era sopraggiunto Bonafede con un ulteriore borsa da viaggio nera.

L'intento del consigliere renziano era quello di scambiare le due valigie e dileguarsi successivamente alla vista dei poliziotti. Le Forze della Polizia sono prontamente intervenute sul luogo e hanno perquisito i bagagli dei sospettati. All'interno dei due trolley c'erano esattamente 16 chili di marijuana e tre chili e mezzo di hashish. I tre arrestati, dopo le varie procedure di rito, sono stati portati nel carcere di Ragusa.

Il movimento democratico siracusano si è dissociato immediatamente da tale vicenda.

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Ha parlato, per mezzo del partito politico, il segretario provinciale del Pd di Ragusa Alessio Lo Giudice: "Spero che Tony Bonafede possa chiarire la vicenda ma la presunta macroscopica responsabilità del fatto contestatogli mi porta a manifestare come individui che adottano simili condotte siano anni luce distanti dal Partito Democratico. Il reale senso del nostro impegno merita, dunque, di essere totalmente dissociato da incompatibili condotte dei singoli iscritti".