Nuovo orrore legato ai miliziani dell'autoproclamato Califfato. Secondo quanto riportato da "la Stampa" così da diversi quotidiani e media internazionali, l'Isis si è macchiato di nuove atrocità nei confronti della minoranza etnica e religiosa degli Yazidi. Più specificatamente, i miliziani dell'autoproclamato Stato Islamico si sono resi responsabili di un tremendo femminicidio nei confronti di 19 prigioniere Yazide, femminicidio che è stato motivato in quanto le ragazze si sono rifiutate di offrire prestazioni sessuali ai miliziani islamisti radicali.

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Bruciate in piazza dentro una gabbia

Secondo quanto riportato dal già citato articolo de "la Stampa", le ragazze sono state bruciate in una gabbia di metallo nella piazza di Mosul. Oltre al rifiuto di diventare delle schiave sessuali per il Califfato, secondole fonti un'altra motivazione della brutalità dell'Isis è da ricercarsi nel fatto che le Yazide sono state eliminate in quanto considerate "politeiste".

A tal riguardo, c'è da segnalare che gli Yazidi costituiscono una minoranza religiosa non islamica e sono etnicamente curdi e quindi di origine indoeuropea.

Il traffico di schiave sessuali dell'Isis

L'eliminazione delle 19 ragazze Yazide rappresenta solo l'ultimo caso di una lunga serie di femminicidi e violenze attuate verso le prigioniere dei miliziani dell'autoproclamato Stato Islamico. Prigioniere che, diversamente, finiscono per diventare schiave sessuali degli stessi miliziani dell'Isis. Schiave sessuali il cui traffico viene gestito e diffuso dall'Isis anche e sopratutto attraverso i social network

A tal riguardo, c'è da segnalare che recentemente sono stati scoperti sia su Facebook che su WhatsApp degli annunci di schiave "messe all'asta" da alcuni membri dell'organizzazione estremista.

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Schiave il cui prezzo varia dagli 8mila dollari su Facebook e ai 9mila su WhatsApp, e proprio su quest'ultimo si è avuto notizia che tra gli annunci pubblicati vi era anche quello di una bambina Yazida avente soli tredici anni.