La vicenda è accaduta aBasilicagoiano, una frazione di Parma, la notte tra il 9 ed il 10 maggio, ma è "emersa" solo in questi giorni, dopo l'interessamento de "Il Fatto Quotidiano", che in un lungo articolo firmato da Silvia Bia, racconta i fatti ed evidenzia come la notizia di Cronaca Nera, di quelle che generalmente fanno "audience", sia passata in sordina, senza commenti da parte dei politici e dei mass media, ad eccezione della stampa locale.

Torturato e ucciso perché non pagava l'affitto

La vittima, un 34enne tunisino, occupava la casa, il cui contratto di affitto era intestato alla sua compagna, decedutaalcuni mesi fa in un incidente stradale, senza pagare l'affitto.

Dopo alcuni vani tentativi di rientrare in possesso dell'abitazione, mediante le istituzioni, il compagno della proprietaria dell'immobile ha deciso di agire da solo, coinvolgendo un amico e assoldando una banda di romeni disposti a linciare il tunisino.

Torturato barbaramente e ucciso

I due italiani, accompagnati dai quattro romeni, si sono presentati nella casa occupata dall'uomo, armati di mazze da baseball, tenaglie e persino un guanto in rete metallica per disossatori. Dopo più di mezz'ora di percosse e torture, l'uomo è deceduto in una pozza di sangue.

L'autopsia stabilirà che non è stato inferto su di lui nessun "colpo letale", pertanto è morto dopo una lunga agonia.

Uno scenario da "Arancia meccanica"

Secondo le ricostruzioni, la vittima è stata ripetutamente percossada tutti e sei i partecipantialla spedizione punitiva.Non solo è stato preso a bastonate, ma gli hanno reciso un orecchio a morsi, tagliato una parte del naso e amputato due dita del piede e della mano con una pinza.

Uno scenario raccapricciante, quello che si sono trovati davanti i Carabinieri, chiamati dai vicini di casa.

Il 28 maggio la manifestazione contro la violenza e il razzismo

I connazionali della vittima sabato 28 maggio hanno sfilato per le vie di Parma, per chiederegiustizia e verità per Mohamed Habassi, e per evidenziare come il brutale assassinio sia stato censurato dai grandi media italiani, che generalmente danno ampio spazio e approfondimento avicende simili.“Le nostre vite valgono più dei vostri soldi”, recitava uno striscione in arabo ed in italiano, esposto alla manifestazione.

"A noi possono ammazzare come bestie, tanto nessuno dice niente”, c'era scritto su un altro.

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