Ancora un brutto caso di cronaca. Nella notte di sabato 1 ottobre, a Brusnengo nella provincia di Biella,Roberto Rosetta, un caporeparto di 58 anni, sposato e con un figlio, che lavorava alla sasil, un'impresa mineraria specializzata nella lavorazione del vetro riciclato, è morto.

L'accaduto

Il Rosetta, durante il turno di notte, era andato a ispezionare i macchinari della fabbrica. Alcuni operai, non vedendolo tornare e preoccupandosi, sono andati a cercarlo e lo hanno trovato all’una e trenta riverso in un canale che porta i residui fangosi della lavorazione fino al depuratore.

Sembra che l'uomo sia stato colto da malore, forse causato dalle esalazioni di acido solfidrico. Tuttavia, non si escludono altre ipotesi. Immediati e purtroppo vani i tentativi di rianimarlo sia da parte dei colleghi sia dei soccorritori giunti poco dopo sul luogo. La supposizione che il malore sia stato causato dalle esalazioni è dovuta al fatto che sia i colleghi che i Carabinieri e i Vigili del Fuoco impegnati nei soccorsi sono dovuti ricorrere alle cure dei sanitari dell’Ospedale di Ponderano.La Sasil spa è una fabbrica che opera dal 1975 e produce sabbie feldspatiche, silicee, di vetro lavate e feldspati per l'industria del vetro, della ceramica e dei sanitari.

La magistratura ha aperto un'inchiesta

Per far luce sull’accaduto e sulla causa del decesso dell'uomo, la Magistratura di Biella ha aperto chiaramente un’inchiestaper cercare di capire quali possono essere state le reali dinamiche dell'accaduto. La tragedia ha creato molto clamore nella cittadini che, venuti a conoscenza dell’accaduto, sono rimasti addolorati.

Anche il sindaco di Brusnengo ha ricordato l'uomo deceduto come un gran lavoratore che si erra impegnato per fare carriera in quella fabbrica, oltre ad essersi sempre dedicatoalla famiglia e al lavoro: lo dimostrava il fatto che effettuava ancora i turni di notte, nonostante la non giovanissima età; un uomo semplice e soprattutto molto amato che aveva una sola passione: la moto.