26 ottobre 2016, Napoli – Nel quartiere di Boscoreale, a Napoli, nella zona delle case popolari, una famiglia è stata accusata di Stalking dai vicini di casa e ad ogni membro è stata assegnata la pena di un anno di reclusione.

La vicenda ha avuto inizio nel 2012, e si è protratta per circa un anno. Secondo le indagini svolte sul caso, sembrerebbe che i vicini di casa della famiglia che ha denunciato, ogni giorno insultassero pesantemente la famiglia in questione, dicendo che avrebbero smesso solo dopo l'abbandono dell’appartamento; l’interesse degli stalker era infatti rivolto all’appartamento che doveva essere occupato dalla figlia abusivamente. Ciò che ha reso particolarmente sconvolgente la vicenda è che oltre a pesantissimi insulti, minacce e screzi, i tre membri posti in custodia cautelare, più volte hanno lanciato addosso alla figlia disabile di 13 anni della famiglia vittima sia candeggina che acqua; gli episodi, come raccontato dalla madre della ragazzina, avvenivano quasi di continuo, e spesso i vicini usavano atti di violenza come calci e pugni alla porta dell’abitazione, per intimidirli e convincerli a lasciare l’appartamento.

La vicenda ha avuto inizio nel 2012, ed è andata avanti per oltre un anno. La rivalità tra le due famiglie era nata in seguito alla faccenda riguardante l’occupazione della casa dove risiede la famiglia della ragazzina disabile, che secondo i 3 condannati doveva essere occupata abusivamente dalla loro figlia.

“O ve ne andate o vi cacciamo noi, bastardi. Vostra figlia è una mongoloide”

Secondo quanto raccontato dalla madre della ragazza disabile, questa è una delle tante frasi che ogni giorno i 3 accusati ripetevano, aggiungendo ovviamente insulti più pesanti sia nei confronti della ragazzina disabile, sia nei confronti degli altri membri del nucleo familiare. Inizialmente i dispetti si creavano per futili motivi; con il progredire del tempo però era aumentata la gravita delle azioni: la famiglia rivale aveva iniziato a staccare il contatore della luce, applicare schiuma da barba sulla porta d’ingresso, e lanciare candeggina ed acqua sulla figlia tredicenne disabile.

I fatti sono stati testimoniati e raccontati sia dalla famiglia vittima, sia da testimoni; successivamente sono stati denunciati ai carabinieri e grazie al processo concluso il 25 ottobre è arrivata la condanna per gli stalker: un anno di reclusione ciascuno.