Dopo il clamore e l'indignazione suscitati sui social, il video dell'aggressione ai danni di una ragazzina di Muravera, provincia di Cagliari, è stato acquisito dagli inquirenti e ora è al vaglio della Procura dei minori del capoluogo sardo. Identificati la "bulla" e buona parte del branco di ragazzini che hanno assistito indifferenti alle umiliazioni fisiche e verbali

La Procura vuole vederci chiaro

Da ieri sera il filmato ha fatto il giro del web, arrivando nelle case di migliaia di utenti indignati per la volgare aggressione compiuta da una ragazza di circa 15 anni contro una compagna di scuola.

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L'episodio di bullismo a Muravera ha avuto una risonanza di portata nazionale ed è finito sul tavolo della Procura dei minori di Cagliari. Per gli inquirenti non è stato difficile recuperare le generalità della "bulla", della vittima e di buona parte dei giovani che hanno assistito divertiti.

La persona, che per prima ha condiviso il video su Facebook esprimendo tutto lo sdegno e la rabbia contro questo fenomeno, nelle righe che lo introducono ha fornito una precisa indicazione, utile ai carabinieri per risalire all'identità dei protagonisti: "Questo è ciò che è accaduto all'uscita di scuola qualche giorno fa. I protagonisti sono i ragazzi dell'enogastronomico di Muravera". La condivisione-denuncia, introdotta da alcune considerazioni di accusa verso simili comportamenti e contro chi resta indifferente, ha così indicato con estrema precisione la scuola in cui il fatto è accaduto. I carabinieri di San Vito (CA) hanno immediatamente avviato le indagini per acclarare la dinamica. Nelle prossime si attendono sviluppi e potrebbero persino arrivare i primi provvedimenti. 

La bufala della scomparsa della vittima

Nelle due ore successive alla pubblicazione del filmato, su Facebook si sono rincorse infondate voci sulla scomparsa della vittima.

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Una bufala, presto smontata, che ha fatto ricordare all'opinione pubblica che aggressioni come queste possono spesso indurre a gesti inconsulti. Vergogna, umiliazione, paura sono tre sentimenti comuni alle vittime di simili violenze, reazioni naturali che, talvolta, hanno un epilogo drammatico. 

Il coraggioso atto di denuncia pubblica di chi ha condiviso per primo il video in rete, è un chiaro segnale di come si possa utilizzare il web in modo costruttivo, per sfondare il pericoloso muro di omertà in cui stanno maturando le nuove generazioni.