Nuova bufera per apologia del fascismo su Facebook. Stavolta, a finire nell'occhio del ciclone, un assessore del Comune di Siniscola, in provincia di Nuoro. Caso simile a quello di Bonorva (nel sassarese) quando, nel maggio scorso, i post di un candidato sindaco, consigliere comunale uscente, furono consegnati alle cronache nazionali con grande clamore. In quel caso, non è chiaro se in seguito alla mobilitazione politica e sociale e alla condanna del mondo ebraico e partigiano, il protagonista decise di rassegnare le dimissioni dalla carica di consigliere di opposizione neoeletto.

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L'assessore e il video che fa impallidire il web

Il nome di Paola Fadda, assessore con delega alla Cultura nel Comune di Siniscola, da ieri sera cavalca l'onda della polemica per un video pubblicato sul suo profilo Facebook.

Il filmato, girato dall'assessore durante una vacanza a Predappio, ritrae un suo parente che viene incitato dalla stessa a fare il saluto romano davanti alla tomba di Mussolini.

Immediata la reazione del web, che con i crescenti commenti contro Paola Fadda ha attirato l'attenzione mediatica su un caso che sarà sicuramente sottoposto alle critiche dell'opinione pubblica.

La condanna della minoranza

I gruppi di opposizione fanno notare che il comportamento dell'assessore Fadda assume una connotazione di maggiore gravità in quanto, contestualizzato con le esternazioni social di altri membri della maggioranza, costituisce una sorta di linea comune di pensiero che destabilizza la serietà e la serenità dell'Amministrazione di Siniscola. L'accento su "condotte social" al limite della legalità è stato posto, infatti, anche sul presidente del Consiglio comunale, Luigi Floris (avrebbe scritto "viva il Duce" sotto una foto di Mussolini) e l'ancora più sconcertante "mi piace" messo dal sindaco Gianluigi Farris all'immagine di un saluto romano su Facebook.

I migliori video del giorno

Il contesto in cui si presenta la questione dell'assessore alla Cultura di Siniscola è grave anche perchè l'opposizione denuncia altri post dello stesso tenore. Dura condanna su tutti i fronti. Sono state chieste le dimissioni del presidente Floris, in virtù del ruolo di prim'ordine che ricopre in Consiglio. 

Dal canto suo, la maggioranza fa quadrato intorno a Paola Fadda, chiedendo che l'attenzione e gli sforzi dei gruppi consiliari si orientino verso altre tamatiche ben più urgenti e importanti.

La giustificazione dell'assessore

Paola Fadda si giustifica così: "Era una gag, non sono fascista". Sarà difficile spiegare questa sfumatura goliardica a fronte di un reato, l'apologia del fascismo, che in Italia è punito dalla legge n.645/1952, spesso ingenuamente ignorata: la cosiddetta "Legge Scelba".