Un tribunale svedese ha assolto un uomo che ha esposto la bandiera dell'autoproclamato Stato Islamico in quanto essa non può essere considerata un "simbolo d'odio". La decisione è stata presa dalla procuratrice Gysela Siovalls, la quale ha accolto la tesi dell'avvocato dell'uomo, Bjorn Nilsson, secondo cui il cittadino di origine siriana non è un simpatizzante dell'Isis, ma ha semplicemente esposto una bandiera che è stata simbolo dell'Islam per secoli.

La decisione del tribunale: 'La bandiera dell'Isis non è un simbolo d'odio, al contrario della svastica'

Il tribunale ha motivato la decisione sostenendo che sventolare la bandiera o sostenere l'ideologia dell'Isis non può essere considerato incitamento alla discriminazione e all'odio religioso e/o etnico. Difatti, secondo il tribunale svedese la bandiera dello Stato Islamico non può essere considerata un simbolo d'odio in quanto il gruppo islamista odia chiunque non ne condivida l'ideologia, mentre l'utilizzo della svastica, in origine un simbolo spirituale diffuso presso differenti culture, viene considerato un simbolo d'odio in quanto è associato all'odio e alla discriminazione verso alcune minoranze etniche.

La controversa tesi della mancanza di discriminazione religiosa dell'Isis

La decisione del tribunale svedese è stata motivata dal fatto che i seguaci dell'autoproclamato Stato Islamico odierebbero tutti coloro che non seguono la loro interpretazione estremista della religione e in tal modo non possono considerarsi perseguibili per diffusione d'odio verso determinate minoranze etniche e religiose. Tale decisione è stata considerata e risulta abbastanza controversa in quanto i miliziani dello Stato Islamico sostengono comunque la necessità dell'odio e della discriminazione verso determinate minoranze religiose, come gli islamici sciiti e i cristiani, nonché gli ebrei, e in passato si sono anche macchiati di svariati crimini verso minoranze etniche come i curdi e gli Yazidi, pur riconoscendo che effettivamente non si possono accusare di essere sostenitori del razzismo 'classico'.

I migliori video del giorno