È una delle bestie leggendarie che ha terrorizzato l’America Latina. Per molto tempo, lo strano essere soprannominato “chupacabras” è stato associato a strani avvenimenti come ad esempio, la mutilazione animale. Il suo nome in spagnolo significa “succhia capre”, derivante dal fatto che sono stati ritrovati animali morti con precisi fori, privi di sangue. Le voci che circolavano a riguardo andavano dagli esperimenti governativi fino agli alieni [VIDEO], ma qual è la verità? Stando a quanto riportato dalla BBC, un ricercatore statunitense ha iniziato ad indagare sugli avvistamenti, video e anche prove del DNA di questo misterioso animale per riuscire a risalire alle sue vere origini.

L’indagine è stata realizzata da Benjamin Radford, membro del Comitato d’Indagine degli Scettici degli Stati Uniti.

I risultati del DNA

Il primo avvistamento di questa creatura risalirebbe al 1995 a Puerto Rico. Da allora in varie parti del mondo furono riportati numerosi avvistamenti. Radford ha raccontato di aver raccolto prove di DNA da ben 12 corpi di presunti chupacabras, ma i risultati sono stati decisamente deludenti per chi credeva alle leggende su questa creatura. Il DNA analizzato apparteneva a coyote, cani, procioni e addirittura pesci. “Il mito del chupacabras ha origine nei sentimenti anti-americani fortemente radicati in America Latina. Inoltre in quegli anni una grande spinta arrivò da Internet e dai film di fantascienza”, spiega il ricercatore.

Nel 1995 uscì nelle sale cinematografiche il film “Specie mortale” e poco dopo a Puerto Rico, si verificò il primo avvistamento.

Per lo scettico ricercatore quindi, si tratterebbe nient’altro che di una semplice “isteria di massa” che grazie a internet si è espansa a macchia d’olio creando un effetto domino e causando numerosi altri report di avvistamenti in tutto il mondo. Per quanto riguarda gli animali morti, la spiegazione di Radford è che si tratti di comuni predatori che attaccano al collo le loro vittime, che successivamente muoiono per emorragia interna. Anche se ci sono molti testimoni oculari, per l’esponente del comitato degli scettici, si tratterebbe del frutto di una immaginazione molto attiva.