Il 22 dicembre 2016 rappresenta certamente una data destinata a entrare nella storia di questo Paese. Dopo 55 anni possono considerarsi conclusi i lavori della Salerno-Reggio Calabria, nata come A3 e ribattezzata A2, Autostrada del Mediterraneo. Soddisfatto il presidente di Anas, Gianni Vittorio Armani, che - in una nota diffusa dal sito web del gestore della rete stradale e autostradale italiana - evidenzia l'importanza del lavoro svolto negli ultimi mesi "per trasformare l'A3 da simbolo negativo di eterna incompiuta d'Italia a esempio positivo di una grande autostrada".

Opportunità per il territorio

Ora si parla di questa via di comunicazione come di "una porta di accesso" alle mete turistiche offerte dalle zone che attraversa, in grado di generare stimolanti opportunità per il territorio, ma soprattutto di un'opera di alta ingegneria e architettura.

'Naturale prosecuzione' dell’A1

Il nome A2 non è stato scelto a caso, perché la stessa autostrada si pone come la "naturale prosecuzione" dell'itinerario Nord-Sud, che parte da Milano con la A1. Con l’apertura al traffico della Galleria Larìa è stato chiuso praticamente l’ultimo grande cantiere. Ora la Salerno-Reggio Calabria è percorribile tutta a tre e due corsie per senso di marcia. Il ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio ha percorso il tracciato a bordo di un pullman, fino a Villa San Giovanni.

"Scusate il ritardo", così il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, ringraziando i cittadini per la pazienza avuta in tutti questi anni, alla presentazione del completamento dell'autostrada, prendendo in prestito il titolo di un noto film. Quello interpretato e diretto da Massimo Troisi nel 1983.

Piano di manutenzione al via

La chiusura dell'ultimo cantiere si registra con un anno e mezzo d'anticipo. Già avviato un imponente Piano di manutenzione interamente finanziato: oltre un miliardo di euro. Previsti interventi su un tratto di circa 60 chilometri tra Cosenza e Vibo Valentia. Si punta al risanamento della pavimentazione stradale.

Attenzioni puntate anche sulla segnaletica verticale e su quella orizzontale. Inoltre, nuove barriere e reti di protezione sui viadotti.

La prima “smart road”

L'Autostrada del Mediterraneo diventerà la prima "smart road" italiana "predisposta per la prossima guida autonoma", fanno sapere dall'Anas. Un progetto innovativo, tra i primi al mondo per la dimensione del tracciato, che consentirà anche il rilevamento dello stato di manto stradale, ponti, viadotti e gallerie.

Luogo di preghiera

Lungo l’autostrada previsto anche un luogo di preghiera dedicato a tutte le confessioni del Mediterraneo, a Villa San Giovanni, dove onorare la memoria di coloro che hanno perso la vita lavorando alla realizzazione dell’opera.

E' stata individuata una zona che rappresenta il punto di collegamento dell'autostrada con gli imbarchi della Sicilia. Una "terrazza" che si affaccia sul Mediterraneo, in particolare sullo Stretto di Messina. Per la realizzazione del progetto è programmata una spesa di tre milioni e mezzo.