Fa discutere una recente pronuncia emessa dal Tribunale di Foggia, che addebita le spese di separazione ad una donna poichè si rifiuta di fare sesso "ripetutamente e ingiustificatamente" con il marito. Nel caso di specie, l'uomo riferisce che da un anno è costretto a dormire in un'altra stanza in quanto la moglie gli proibisce di condividere il letto coniugale, mentre da circa otto anni (da quando cioè è nato l'unico figlio della coppia) la donna continua a rifiutare qualsiasi sua avances sessuale e di tipo affettivo.

La circostanza che impone al marito di allontanarsi dalla camera coniugale per dormire altrove fa scattare, secondo il magistrato, la separazione con addebito nei confronti di chi attua in maniera sistematica tale forma di repulsione.

Cosa ha stabilito il giudice di Foggia

In sede di separazione la donna ha chiesto, oltre all'assegno di mantenimento, anche l'assegnazione della casa coniugale. Ma il giudice ha dato ragione al marito, evidenziando nella sentenza che l'astinenza forzata e incolpevole dal sesso è fonte di disagio e frustrazione per l'uomo, ed anche una seria offesa della personalità e dignità dello stesso.

In più tale comportamento reiterato della donna integra la violazione del "dovere morale di assistenza" esistente tra i coniugi, sancito espressamente nel codice civile all'art.143. Per provocare addebito nella separazione, però, l'inadempienza del coniuge deve essere rilevante. Nel caso specifico, la donna rifiutava sessualmente il marito da ben otto anni!

In Italia tanti matrimoni "bianchi"

La storia portata al vaglio dei giudici foggiani è solo una delle tante, poiché si stima che in Italia tre matrimoni su sette sono privi di sesso (c.d.

"matrimoni bianchi"). Una realtà sempre più frequente anche tra le coppie giovani. La sentenza del Tribunale di Foggia ribadisce un principio importante, evidenziando come l'abitudine e la noia possano giocare brutti scherzi in qualsiasi coppia. La recente pronuncia del tribunale foggiano apre quindi un varco in un ambito particolarmente delicato della vita di coppia, quello sessuale, ribadendo che per i coniugi vige il dovere di intrattenere rapporti sessuali l'uno con l'altro, poiché tale comportamento è la diretta espressione del dovere di assistenza morale sancito nel codice civile, oltre che naturale conseguenza della coabitazione.

Segui la nostra pagina Facebook!
Leggi tutto