L’agenzia per la protezione ambientale degli Stati Uniti (l'Epa) accusa la FCA di violare le norme sulle emissioni su circa 104.000 veicoli diesel, in particolare Grand Cherokee e Dodge Ram. Le sanzioni potrebbero ammontare fino a 4,6 miliardi di dollari. I titoli in Borsa crollano del 16% a Wall Street e vengono congelati a Milano. Marchionne nega ogni illecito e ogni similitudine con il caso Volkswagen.

L'indagine su FCA per violazione del Clean Air Act

Nel cielo sereno dei rapporti italo-americani e le cortesie a FIAT Chrysler fatti solo pochi giorni fa dal presidente eletto, Donald Trump, per aver deciso di investire un miliardo di dollari negli Stati Uniti con la creazione di 2.000 nuovi posti di lavoro, ieri è arrivato il fulmine prodotto dall’agenzia statunitense per la protezione dell’ambiente che ha annunciato di aver aperto una indagine su FCA per violazione del Clean Air Act ossia per aver installato su circa 104.000 Jeep Grand Cherokee e Dodge Ram, dotate di motori diesel 3.0 e prodotte tra 2014 e 2016, i software in grado di agire sulle emissioni e per averli installati senza renderlo noto alle autorità statunitensi.

Il punto più importante, senza dubbio, sono i cosiddetti defeat device, ovvero i dispositivi di manipolazione delle emissioni, per intenderci, quelli utilizzati da Volkswagen.

FCA come Volkswagen?

Una notte ha fatto precipitare il titolo Fiat Chrysler che a Piazza Affari ha perso oltre 16%. La notizia ha provocato la pronta reazione di FCA in difesa delle proprie strategie di controllo delle emissioni, perfettamente in linea con le norme statunitensi. Difesa che ha preceduto le dichiarazioni di fuoco dal numero uno dal gruppo italo-americano, Sergio Marchionne: “Si tratta di accuse insensate.

Dialoghiamo con l'Epa da più di un anno e non abbiamo fatto niente di illegale. Non c'è nulla in comune con il dieselgate targato Volkswagen. Visto la strana tempistica spero non si tratti della conseguenza di una guerra politica fra l’amministrazione uscente e quella entrante”. Secondo CNBC, se dovesse configurarsi la violazione delle norme sulle emissioni, a FCA potrebbero essere comminate sanzioni pari a oltre 4.6 miliardi di dollari.

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