Prosegue incessantemente l'azione della Digos e dell'Anti-terrorismo italiane. E' di poco fa la notizia di un nuovo arresto compiuto, all'interno delle carceri romane, di un uomo di origini medio-orientali.

Questi, già detenuto da qualche mese per reati minori, affiliato all'organizzazione terroristica libica di Ansar Al-Sharia, cercava di far radicalizzare altri detenuti, suoi compagni di cella, esaltando i valori del mondo islamico e inducendoli alla lotta santa contro gli infedeli.

Scoperto, è stato imputato di un nuovo reato, ben più grave dei precedenti, e sottoposto a interrogatori, volti a fare luce sui suoi contatti al di fuori del carcere.

Sono scattate anche perquisizioni domiciliari e si indaga su tutti gli eventuali affiliati della organizzazione terroristica, legata ad Al-Qaeda.

Il terrorismo in Italia

Come rilevato, nei giorni scorsi, dal nostro premier, Paolo Gentiloni, le carceri rappresentano una potenziale minaccia di radicalizzazioni per l'Italia.

Ricettacolo ormai di una dimensione umana variegata etnicamente e caratterizzata da un notevole pluralismo identitario, le carceri sono spesso il veicolo di propagande fuorvianti, che inducono al terrorismo. E trovano un terreno fertile in una realtà sociale ai margini.

Il monitoraggio continuo operato dai nostri sistemi di sicurezza è risultato, finora, vincente, ma l'Italia vive uno stato innegabile di allarme e di tensione, anche a causa del continuo flusso di migranti.

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Il nuovo arresto, compiuto questa mattina dagli uomini della Digos, rappresenta un segnale molto forte della lodevole operatività della nostra Polizia, ma le organizzazioni terroristiche sono talmente ramificate che risulta difficile, talvolta, risalire ai canali originari.

La LIbia base del terrorismo?

Il nuovo accordo, firmato dall'Italia con il governo libico, al fine di arginare l'opera degli scafisti, è senz'altro un passo avanti nella lotta a eventuali infiltrazioni terroristiche e dovrebbe inoltre fermare lo squallido mercato esistente sui migranti, ormai ridotti a merce umana. Ma il territorio libico è anche la base di organizzazioni, come appunto quella di Ansar Al-Sharia, che si avvalgono dei media per diramare la loro propaganda e ricorrono a strategie astute di radicalizzazione, operanti purtroppo direttamente sul territorio occidentale.

L'arresto di oggi nelle carceri di Roma fa ben sperare, ma induce anche alla riflessione.