Annunciata come la più grande protesta mai avvenuta in America in occasione di un insediamento presidenziale, la Womens March passerà alla storia non solo per i grandi numeri: si conta che oltre 500 mila persone, non solo donne, ma uomini e anche famiglie al completo, abbiano marciato per le strade di Washington. A questo esercito anti-Trump, si sono uniti i due milioni e mezzo di persone che pure in alcune città del mondo hanno ugualmente manifestato contro il neoeletto miliardario.

No, non passerà alla storia solo per questi numeri imponenti, ma anche per i colori.

Non solo il rosa, quello dei 'pussyhat' cappellini lavorati all'uncinetto, con cui le donne hanno sfilato, che sono diventati simbolo antisessista, 'bandiere' della protesta contro la misoginia del 45 esimo presidente Donald Trump, appena insediato alla Casa Bianca. Anche il rosso: di vergogna, di un imbarazzo diffuso da parte dei network anericani dopo che la cantante Madonna intervenuta alla manifestazione, nel suo discorso, a sorpresa ha proferito sonorissime parolacce all'indirizzo di Trump.

Parla Madonna, il 'fuck-you' della material girl contro il presidente

Madonna non gliel'ha mandato a dire. Ricorderete che il neopresidente in un video scandalo circolato durante la campagna elettorale, parlando delle donne invitava un suo interlocutore a "grab them by the pussy", un modo sbrigativo e volgarissimo per dire di afferrarle direttamente per i genitali.

La showgirl nel suo discorso alla Womens march l'ha ricambiato della stessa medaglia. Il discorso sulle prime sembrava veemente ma comunque contenuto: e' l'inizio della nostra storia, la rivoluzione parte da qui, non abbiamo paura, ha detto la popstar.

E poi: "Sono arrabbiata, ci dobbiamo amare l'un l'altro o morire, Io scelgo l'amore.

Noi scegliamo l'amore", anche se ha detto di aver pensato un sacco di volte di far saltare in aria la Casa Bianca! Ma poi ha vinto l'amore. Difatti ha detto: "Benvenuti alla rivoluzione dell'amore, alla ribellione, al nostro rifiuto di donne di accettare questa nuova era di tirannia nella quale non solo le donne sono in pericolo, ma tutte le persone emarginate.

Nella quale essere unicamente diversi, ora, potrebbe veramente essere considerato un reato. C'è voluto questo momento orribile di tenebre per farci dare una bella svegliata. E' come se fossimo tutti scivolati in un falso senso di agio. Come se la giustizia avrebbe prevalso, avrebbe vinto alla fine, in realtà il bene non ha vinto queste elezioni. Ma il bene vincerà alla fine".

Poi però, dopo toni vagamenti cristici e messianici, difatti lei è Madonna, all'improvviso il grande insulto a Donald Trump, quel 'fuck you' ripetuto due volte accompanato da un sorriso compiaciuto che ha messo in grave imbarazzo le tv americane, specie la CNN e la MSNBC, principali network che seguivano la diretta. Che a quel punto hanno tagliato corto, tolto il collegamento, interrotto la show girl, ma ormai la frittata era fatta.

Madonna si è poi esibita cantando due suoi cavalli di battaglia, Humane Nature ed Express yourself, quindi regalando un insulto finale: un intraducibile "Donald Trump, go suck a dick".

Orgoglio pussyhat, nato da un'idea su Facebook

La mobilitazione di massa di Washington è nata da un'idea lanciata su Facebook dagli organizzatori della manifestazione, increduli per la strabiliante affluenza alla marcia di centinaia di migliaia di persone. Un evento che non ha precedenti nella storia americana per gridare il dissenso di chi non si sente rappresentato dal neopresidente e teme una pericolosa sottrazione di diritti civili nei confronti di categorie discriminate, donne in testa, e minoranze. Ha destato allarme il fatto che nel primo giorno del mandato presidenziale, siano sparite dal sito della Casa Bianca le pagine su diritti civili, cambiamenti climatici, e quelle in lingua spagnola, sostituite con il programma energetico della nuova amministrazione e il piano d'incremento delle forze dell'ordine. Ci aspetta una guerra di parole?