Consumazione obbligatoria per chi chiede di usare i servizi igienici. Così la proprietaria di un caffè sotto i portici della stazione di Ostia Lido ha deciso di iniziare la sua battaglia personale contro tossici e spacciatori. Ha aperto da poco più di un anno il bar della signora Marina (il nome è di fantasia) e di garantire l'accesso a bande di delinquenti nel suo locale proprio non ne vuole sapere.

Un paio di settimane fa un giovane di 20 anni le ha chiesto di andare in bagno. Appariva agitato e insistente.

Voleva ad ogni costo infilarsi nelle toilettes. E nonostante le resistenze della donna, lo ha fatto. Poco dopo sono entrati i carabinieri e lo hanno arrestato.

"E' diventata un' abitudine, da parte degli spacciatori della zona adiacente la stazione di Lido Centro, quella di utilizzare i bagni per nascondervi la droga - dichiara con amarezza Marina. Ma io questo non lo permetto. Per questa ragione abbiamo deciso di chiedere ai clienti di pagare la consumazione prima di accedere ai servizi igienici.

Ed è un bel deterrente, mi creda".

Cortese ma decisa, questa giovane donna riesce a tenere alla larga - per quanto possibile - in una zona notoriamente attiva come centro di smistamento di sostanze stupefacenti - i criminali e chi vive di espedienti.

"Guardi che bel locale - aggiunge con una punta di orgoglio - ho fatto i sacrifici per creare un caffè che sembra un salotto. E non voglio che nessuno si permetta di danneggiarlo.

E di danneggiarmi".

Droga e alcolici: un mix micidiale

A peggiorare la situazione, secondo la signora Marina - la leggerezza e la sospetta facilità da parte delle autorità comunali di concedere a tavole calde e negozi di generi alimentari multietnici - la licenza per vendere alcolici. Droga e alcol sarebbero diventati il mix micidiale che nutre e vivifica il crimine nella zona.

Ma la donna non è sola.

A darle man forte - da qualche tempo - le camionette dell'esercito (militari in tuta mimetica con i mitra spianati) coadiuvati da carabinieri in divisa che stazionano di fronte alla stazione nelle ore di punta, sorvegliano da qualche tempo passanti e pendolari. Uno spettacolo insolito, per gli abitanti del Lido di Roma, abituato ormai da decenni al più totale abbandono e degrado.

Un potenziamento necessario - reso indispensabile dal Giubileo Straordinario voluto da Papa Francesco e dallo stato di allerta in cui la capitale e i suoi dintorni vivono - come tante altre città italiane - a causa dei gravi attentati che hanno insanguinato l'Europa intera.

"Siamo operanti sia contro il terrorismo che contro lo spaccio"

"Siamo operanti sia contro il terrorismo che contro lo spaccio - ci ha detto un ufficiale dei carabinieri in servizio questa mattina - Non solo noi. Anche tanti altri colleghi in borghese si aggirano in questa piazza per riuscire a prendere gli spacciatori sul fatto"

Il bar di fronte a quello della signora Marina, gestito dai cinesi, è uno degli obiettivi nel mirino dei militari.

Vi stazionano soprattutto egiziani, tunisini, marocchini. Ma anche molti sudamericani.

Purtroppo i movimenti sospetti, i discorsi intercettati tra pusher e compratori non sono una prova sufficiente per portare all'arresto di chi commette reato. Anche perché gli spacciatori tra di loro parlano in arabo, in cinese o in altre lingue incomprensibili ai più.

Oltre all'obbligo della "flagranza di reato" ci si è messa, poi, anche la sentenza della Corte costituzionale n. 32 del 2014 - grazie alla quale è venuta meno la parificazione tra sostanze stupefacenti "pesanti" e "leggere" - a rendere le cose più difficili e a ostacolare il lavoro di quei militari che volessero compiere fino in fondo il loro dovere.

Segui la nostra pagina Facebook!