È una telenovelas in puro stile sudamericano. I protagonisti ricchi e famosi ci sono tutti. I reati pure, e non di poco conto. Un’ex parlamentare e leader di partito, la famiglia della moglie e un re dei videopoker. I reati più gravi contestati sono quelli di riciclaggio, reimpiego ed autoriciclaggio. Il canovaccio della storia è effettivamente un po’ scontato, ma di questi tempi è difficilissimo trovare copioni originali. Così l’ex di An Gianfranco Fini e il re delle slot machine Francesco Corallo hanno scritto un altro pezzo di cronaca italiana che non stupisce quasi più nessuno, visto quanto siamo ormai abituati agli scandali politico-economici all’italiana.

Le novità nell’indagine

La Gico della Guardia di Finanza ha sequestrato a Gianfranco Fini un milione di euro in polizze vita. A farne richiesta è stata la Direzione distrettuale antimafia di Roma, nella prosecuzione delle indagini che vede coinvolto non solo l’ex leader di An, ma anche sua moglie Elisabetta e tutti i suoi parenti. La famiglia Tulliani e Gianfranco Fini sono indagati per vari reati, tra cui il riciclaggio, per aver intrattenuto una serie di rapporti d’affari con il “re delle slot” Francesco Corallo. Gli inquirenti ora contestano all’ex presidente della Camera di essere stato lui a decidere di comprare la casa di Montecarlo, acquistandola con i soldi provenienti dal sistema di riciclaggio gestito da Francesco Corallo tramite la sua società offshore Atlantis.

Le due polizze vite sequestrate a Fini hanno un valore di 495mila euro l’una.

L’ex buono, il sempre brutto e tutti i cattivi

L’ex “delfino” in pectore di Almirante, che si starà sicuramente rivoltando nella tomba, ha toppato in modo davvero plateale. Passato dall’essere considerato un politico di tutto rispetto, che piaceva anche ai suoi avversari, Gianfranco Fini si ritrova ora coinvolto in un vero e proprio intrigo di stampo internazionale: un giro di riciclaggio che supera i 7 milioni di euro e un’amicizia inquietante con Francesco Corallo, il milionario che ha fatto fortuna con le slot, i giochi online e le video lottery.

Ma soprattutto ad intricare ancora di più la matassa del nostro canovaccio sono i rapporti d’affari che legano Sergio Tulliani – ex dipendente Enel padre di Elisabetta – suo figlio Giancarlo – cognato di Fini – e il “re delle slot” Corallo. Secondo le accuse i Tulliani avrebbero aiutato Corallo a riciclare quasi 4 milioni di euro attraverso delle compravendite immobiliari, compresa la contestata casa di Montecarlo che vede coinvolto in prima persona Gianfranco Fini.

Da dove è partita l’inchiesta che ha messo nei guai Fini

Francesco Corallo è finito agli arresti nel dicembre del 2016. A capo della società Atlantis – in seguito chiamata Bplus e diventata infine Global Starnet – è stata per oltre 12 la principale concessionaria per le slot machine dello Stato. A seguire in carcere Corallo anche Rudolf Theodoor, Arturo Vespignani, Anna Baetsen e Alessandro La Monica; diversa sorte per Amedeo Laboccetta che è stato scarcerato dopo il riesame. L’organizzazione criminale che li vede tutti coinvolti ha usato la società offshore Atlantis per riciclare i soldi che dovevano essere versati allo Stato.