L'Ordine dei medici di Firenze ha sospeso un medico perchè il protocollo da lui usato per curare i suoi pazienti non sarebbe "ortodosso", ossia non sarebbe supportato da dati scientifici che dimostrerebbero l'efficacia delle sue cure. Il medico in questione è il dottor Massimo Montinari di Firenze, il quale sostiene di poter aiutare le persone autistiche utilizzando integratori, farmaci omotossicologici e fermenti lattici. La commissione disciplinare dell'Ordine, mesi fa, aveva convocato il dottore per via della sua posizione contro i vaccini di massa.

Il medico allora si era espresso favorevolmente alla somministrazione dei vaccini, ma con la necessità di opportune cautele. Ciò gli aveva evitato la radiazione dall'Albo, che ha recentemente colpito, invece, alcuni suoi colleghi critici su vari aspetti delle vaccinazioni obbligatorie.

Montinari ed i suoi colleghi

Recentemente sono stati radiati dall'Ordine due noti medici, il dottor Roberto Gava e il dottor Dario Miedico, entrambi avevano palesato la loro perplessità sui vaccini in commercio, sul loro contenuto, chiedendo al Ministero un maggiore controllo affinchè fossero somministrati ai bambini dei vaccini sicuri e puliti, privi cioè di sostanze potenzialmente tossiche e nocive. La loro posizione critica è stata considerata dai media e valutata dal Ministero come contraria all'utilizzo di vaccini, venendo così definiti medici novax e radiati.

Il dottor Montinari ha fatto perizie per i genitori di bambini autistici che chiedevano il risarcimento del danno da vaccino.

I motivi della sospensione

Ma l'attenzione e le perplessità della commissione disciplinare nei confronti di Montinari nasce dalla terapia che il medico userebbe per curare i suoi pazienti autistici. Il dottore afferma che esiste una cura efficace contro l'autismo, basata sull'utilizzo di prodotti omotossicologici, tipo omeopatici, ed integratori.

Pubblicato anche un libro nel quale appunto parla di autismo e delle terapie naturali con cui migliorare o addirittura ottenere la risoluzione. La Commissione ha chiesto dati scientifici sui risultati delle cure, ma il medico avrebbe risposto di non poterne fornire non essendo un ricercatore universitario, e quindi non occupandosi di studi scientifici.

Tanto è bastato per stabilire una sospensione di 6 mesi: il medico non si sarebbe attenuto "alle linee diagnostiche terapeutiche stabilite da fonti autorevoli ed indipendenti", come recita l'art. 13 del codice deontologico.