Quando un uomo lascia il segno, in molti lo ricordano. Bruno Poy era un avvocato di fama e un valente politico tra i più stimati d’Italia. Nato nel capoluogo piemontese, ma vercellese d'adozione, è stato consigliere strategico di rinomati imprenditori italiani: nella città della ‘Fiat’ aveva un prestigioso studio legale in Piazza San Carlo, oltre che a Vercelli (in Via Fratelli Laviny 17, in pieno centro storico) e a Roma.

È volato via prematuramente, alle 14.45. Alle idi di marzo (il 15), dopo una eroica lotta contro un male incurabile che l’aveva costretto a più riprese a una degenza di sette mesi all’Ospedale ‘Mauriziano’ di Torino. Così Maurizio Scandurra, noto giornalista e critico musicale: “Bruno Poy era figlio di Lorenzo Francesco Poy e Metilde Grignoglio (per via di un errore ortografico all’anagrafe, ma per tutti Matilde).

Trascorse l’infanzia in quel ‘mare a quadretti’ della Bassa Vercellese. Dei suoi genitori conservava un solo ricordo prezioso: un quadro di grandi dimensioni che faceva bella mostra di sé alle spalle della sua scrivania, da quasi 40 anni”, racconta. “Autore della tela, un grande pittore piemontese del ‘900, Ettore Fico: fu il suo regalo di nozze al padre di Bruno, del quale era molto amico, con cui aveva condiviso persino la prigionia in Africa Settentrionale durante la Seconda Guerra Mondiale”.

E aggiunge: “Il Poy mi confessava spesso che era suo desiderio donare quell’opera al figlio Caio, non appena questo fosse stato un po’ più grande, com’è giusto che sia per le cose di famiglia”.

Bruno Poy: un giurista ispirato, acuto e finissimo

“Conobbi Bruno Poy nel 2009 grazie a Carlo Ghittino, un risicoltore, amico comune. Tra noi nacque subito un rapporto fraterno. È stato il padre, l’amico, il Maestro di consigli impagabili.

Possedeva una smisurata cultura giuridica e generale: m’insegnò a valutare l’importanza imprescindibile del ‘punto di diritto’ nell’individuazione del ‘fumus bonis iuris’ in ogni causa. Sognava da sempre una cattedra universitaria, sarebbe stato un docente impareggiabile”, racconta Maurizio Scandurra. “Essendo noi di buona forchetta, ci ritrovavamo spesso a Crescentino - davanti a un piatto di tradizionale cucina piemontese - all’ottima ‘Trattoria Operaia I Galli’ dei cari amici Oreste e Albina, a discutere di vita e cose importanti.

Il più delle volte, anche con il caro Andrea Caglieris, noto giornalista Rai e già al fianco di Bruno Vespa”.

Aggiunge Maurizio Scandurra:Memorabili, inoltre, le cene a casa Poy insieme alla moglie Monica Tibaldi, noto architetto, e al figlio Caio Attilio: che Bruno, da grande uomo di fede, così battezzò in nome del Santo Papa, patron di Palazzolo Vercellese, paese in cui trascorse un’intera esistenza.

Era altresì devotissimo alla Madonna del Buon Consiglio e alla Vergine Consolata, Santa Patrona di Torino, cui si affidava spesso in preghiera”.

Ma c’è di più: “Bruno Poy divenne avvocato sotto la guida capace di Dario Casalini, storico legale di Vercelli, dando l’esame di Stato insieme all’amico e altrettanto brillante collega forense Claudio Roselli, autentico signore anch’Egli. Bruno è stato uno dei migliori giuslavoristi italiani, reputato tra i massimi esperti di diritto cooperativo e amministrativo. Era altresì il legale delle più importanti case di degenza per anziani presenti nel nostro Paese, e in vita fu anche Presidente per 10 anni della sezione piemontese dell'UNCI (Unione Nazionale Cooperative Italiane), il principale organismo di settore”, sottolinea Maurizio Scandurra.

Bruno Poy: un politico e uno sportivo dal cuore grande

Esponente di spicco della Democrazia Cristiana di Carlo Donat Cattin, Sindaco (storico, per ben 14 anni, dal 1985 al ‘99) di Palazzolo Vercellese (che governò anche come Vice Sindaco dal 2004 al 2009), fu Assessore con molteplici deleghe (al personale, formazione, controllo di gestione, politiche residenziali) e Consigliere Comunale a Vercelli dal 2004 al 2010 (nella prima Giunta capitanata da Andrea Corsaro). Nel 2014, tentò la corsa a Primo Cittadino di quest’ultima come candidato indipendente nelle fila dell’NCD-UDC dei Ministri Angelino Alfano e Maurizio Lupi. Dal 2011 era anche Delegato a Vercelli dell’Unione Nazionale Consumatori del Piemonte, guidata dall’Avvocato Patrizia Polliotto.

Aveva idee politiche geniali. Celebri i suoi slogan elettorali ‘Cambiamo Vercelli d’ora in Poy’ (un riuscito gioco di parole intorno al suo cognome) e ‘Un visionario competente’ (come soleva definirsi), prova di altrettante iniziative avanguardistiche, capaci di fare la differenza in materia di buongoverno del territorio.

Bruno Poy fu tra i fondatori del CCD prima e dell’UDC poi insieme a Pierferdinando Casini, Rocco Buttiglione e Michele Vietti. Per l’UDC fu anche Presidente Provinciale a Vercelli. Per poco mancò un seggio in Regione Piemonte come Consigliere nello schieramento politico della Presidente Mercedes Bresso”, continua Maurizio Scandurra: “Poy amava lo sport. Juventino doc, seguiva da vicino anche la Pro Vercelli, formazione di Serie B di cui fu Legale e Dirigente Calcistico insieme al Presidente Massimo Secondo, suo amico d’infanzia. Tant’è che, quando scomparve, la squadra disputò la prima partita contro il Verona con il lutto al braccio, quale omaggio al celebre Avvocato delle Bianche Casacche. Fu anche il legale dell’Amatori Hockey e fondatore, con il noto imprenditore Alberto Orlandi, dello ‘Studio Assist’ di Novara, rinomata Società di Agenti FIFA e altrettanto validi Procuratori Calcistici”.

Bruno Poy: un uomo sempre al fianco dei poveri

Per anni ha accolto i senzatetto riservando loro, quale dormitorio, alcune sale del suo studio legale a Vercelli, aiutandoli economicamente, e patrocinato in forma gratuita numerose cause per i poveri. Inoltre, ha fondato e presieduto 'Italivoire', Ong a favore degli abitanti della Costa D'Avorio in guerra. Un progetto condiviso con Jean Kean Biorou, agronomo ivoriano ormai vercellese di fatto”, rivela Maurizio Scandurra, che confida: “Bruno Poy, quando usciva da casa, si faceva sempre tre volte il Segno della Croce, fatto che mi colpì moltissimo. In vita ricevette in dono dalla Divina Provvidenza due figure straordinarie, che hanno benedetto il suo cammino di ritorno nella Casa del Padre: il salesiano Don Vincenzo Macchioda, e il cottolenghino Don Adriano Gennari, suo ultimo padre spirituale, dell’Associazione ‘Cenacolo Eucaristico della Trasfigurazione Onlus’, votata all’aiuto agli ultimi. A costoro Bruno voleva dedicarsi con forza maggiore - lo ripeteva sempre, in ospedale -, se solo si fosse ristabilito. E in vita non giudicò mai nessuno. Spesso lo ritrovavi a tavola, a Torino e Vercelli, insieme a uomini e donne in difficoltà cui offriva sempre di cuore un pasto caldo e una parola di conforto, noncurante della gente, per cui era invece l’Avvocato di grido di potenti, ricchi e famosi”.

Bruno Poy: l’Avvocato e mecenate che premiò i Matia Bazar

I cantanti Danilo Amerio, lo storico gruppo pop de I Nuovi Angeli (capitanati da Valerio Liboni), Ivana Spagna (e con lei il suo Manager, l’ottimo Avvocato vercellese Ugo Prospero Cerruti, già Legale di molte star italiane, di cui Poy era amico sin dalla giovinezza), ma anche Gerardina Trovato e Iaia De Capitani (affermata professionista al fianco di grandi gruppi progressive-rock italiani) sono solo alcuni degli amici del mondo della musica italiana che stimavano il legale piemontese: “Era un esteta, innamorato dell’arte e del Bello. Un mecenate come pochi, dotato di fiuto e intuito. Nell’estate 2011, durante la Festa Patronale di San Caio a Palazzolo Vercellese, promosse e patrocinò presso i locali del Municipio una mostra del talentuoso Francesco Marinaro: giovanissimo Maestro scultore piemontese messosi in luce al ‘Festival delle Arti’ di Andrea Mingardi che, da allora a oggi, si è fatto notare in Italia e in Europa, firmando anche prestigiose opere pubbliche per i Comuni di Collegno e Volpiano, nell’hinterland torinese, grazie a una efficace e innovativa tecnica di modellato”, dichiara Maurizio Scandurra. E aggiunge: “In ambito letterario, nel febbraio del 2011, in qualità di Presidente del ‘Circolo Culturale Augusto Del Noce’, Bruno Poy tenne a battesimo un libro dello scrittore Giovanni Falletti: la biografia del Conte Edoardo Calleri di Sala, uomo di punta della DC e primo presidente della giunta della Regione Piemonte”.

Bruno Poy stimava profondamente Silvia Mezzanotte, storica voce dei Matia Bazar. A Torino, sotto la Mole Antonelliana, in una giornata tra radio e tv battezzata ‘Matia Day’ (nata per promuovere il loro album ‘Conseguenza Logica’), Poy omaggiò il 21 aprile 2011 la band genovese di una targa commemorativa in ottone lucido finemente lavorato a mano, con su incisa la frase ‘Matia Bazar: cuore italiano, respiro internazionale’. Espressione da lui coniata apposta per celebrare la reunion (con Giancarlo Golzi, Fabio Perversi e Piero Cassano) della stessa Silvia Mezzanotte. La quale ha definito il legale piemontese “come un uomo di una gentilezza d’altri tempi”.

Bruno Poy: il ricordo dei VIP

Parole affettuose per il legale e politico italiano da Pier Ferdinando Casini (Presidente della Commissione Affari Esteri del Senato), l’Onorevole Michele Vietti (ex Vice Presidente del Consiglio Superiore della Magistratura), l’imprenditore novarese Gian Luigi Pomati, Mariella Enoc (già Vertice di ‘Confindustria Piemonte’ e attuale Presidente, su nomina della Santa Sede, dell’Ospedale Pediatrico ‘Bambino Gesù’ di Roma). Compresi Guglielmo La Mantia (Consigliere Comunale con Poy a Vercelli), il noto giornalista ed Editore di VercelliOggi.it Guido Gabotto (che ha speso parole toccanti in uno splendido racconto-ricordo sul proprio giornale on line), l’Onorevole Roberto Rosso (ora Consigliere Comunale a Torino), Paola Della Rossa, Katia Pugno e Ilaria Boccato, le tre storiche segretarie dello Studio Legale dell’amato Avvocato Bruno Poy: che, tra le proprie frasi famose, annoverava: “Intelligenti pauca” e “Per ragionare occorre avere lo strumento”.

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