Tensione e scontri accompagnano il corteo organizzato a Bologna dai centri sociali e dai collettivi antifascisti per bloccare il comizio di Roberto Fiore, leader di Forza Nuova, previsto per Venerdì 16. Le forze dell’ordine, schierate in tenuta antisommossa, hanno respinto il cordone formato da centinaia di studenti e manifestanti seduti a terra, e una nuova carica ha tentato di disperdere il corteo in seguito al tentativo di sfondare il presidio delle forze dell’ordine attorno a Piazza Cavour.

Il bollettino registra 4 feriti tra cui un poliziotto rimasto bloccato nella calca, mentre numerosi manifestanti hanno riportato traumi contusivi e lesioni di non vasta entità causati dai colpi di manganello inflitti dalla polizia durante le cariche in aggiunta all’utilizzo degli idranti nel tentativo di disperdere la folla.

La manifestazione si è conclusa simbolicamente dinanzi al sacrario dei caduti partigiani in piazza Nettuno ove i collettivi si sono sciolti, mentre Roberto Fiore, leader di FN, iniziava indisturbato il comizio come da copione.

‘Credo non ci siano né vincitori né vinti’- afferma Virginio Merola - ‘tranne il senso e l’ordine democratico’. Il primo cittadino esprime poi vigorosamente il proprio disappunto chiamando ‘squadristi’ gli autori del collettivo Hobo in seguito all’interruzione della seduta del consiglio comunale nella quale hanno esposto uno striscione dallo slogan ‘Consiglio comunale complice dei fascisti’. Gli artefici sono tuttora ricercati.

L’eclissi dell’antifascismo e il nemico-amico Stato

A Bologna vince la democrazia, principio fondamentale del vivere moderno nel caro nemico-amico Stato, ma perde la Costituzione, il principio normativo che dovrebbe sancire le basilari scelte politiche nostrane.

L'eclissi dell’antifascismo è segnata oggi dalla mancanza di apposizione di un termine che tracci la separazione tra ciò che rientra nei parametri normativi e ciò che non è più legge Scelba, fantomatica incarnazione dei principi antifascisti sottesi alla Carta Costituzionale.

Democrazia significa oggi dar voce a Forza Nuova, quell'organizzazione che detiene il primato delle 240 denunce per violenza in 5 anni; significa oggi dare spazio a Roberto Fiore, il terrorista nero condannato per banda armata e associazione sovversiva, malgrado la pena abbia avuto uno sfondo tutt'altro che rude e scarno come la prigione, considerando che Fiore osservava dalla London Eye le falle di una giustizia che dapprima lo lascia a piede libero e in seguito lo accoglie a prescrizione avvenuta nel cuore delle sue piazze.

Democrazia è poi assaltare i cortei che giudicano un insulto alla memoria il copione previsto e la libertà d’associazione concessa ad un gruppo capitanato dall’ex membro di Terza Posizione, lo stesso di Giusva Fioravanti, nome che rievoca in città le 10.25 di quel 2 agosto 1980. Oggi ha vinto la democrazia e ha perso la democrazia. Se il popolo fa ancora parte di questa parola, ha vinto il potere e ha perso il demos.

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