Se speravate in un San Valentino romantico ma fuori dagli stereotipi, probabilmente lo avrete, perché in giornata, secondo gli esperti meteo, il centro depressionario proveniente da Sud che ha raggiunto l'Italia oggi virerà verso il comparto balcanico, lasciando il posto a un ciclone formatosi sul mar Tirreno e indirizzato alle regioni meridionali. Si prevede, in particolare, un graduale peggioramento delle condizioni meteo nel siciliano e nel calabrese, con piogge diffuse e temporali, mentre le precipitazioni in movimento verso est toccheranno presto anche Puglia, Basilicata, alcune zone del salernitano e parte di Abruzzo e Molise.

L'aria fredda che alimenta il ciclone porterà la neve a scendere a quote sempre più basse, con nevicate su Appennini, in Puglia, in Abruzzo, in Molise e in Campania, a quota varia.

Ma non sarà di certo il maltempo a impedire agli innamorati di festeggiare come si conviene questa ricorrenza che, seppur intitolata a una figura portatrice di un messaggio di amore come il martire cristiano Valentino da Terni, proprio come Natale, Capodanno, Epifania e Carnevale (affrontate negli altri articoli di questa rubrica), affonda le proprie radici in un sostrato culturale indubitabilmente precristiano e risalente alla mitologia greco-romana.

"Uomini e donne" nell'antichità

Prima che Papa Gelasio I istituisse tale festività nel 496 d.C. in sostituzione alla precedente ricorrenza romana, continuando l'opera di cristianizzazione socio-culturale attuata sul calendario giuliano, allora in vigore, l'evento consisteva in un popolare rito pagano per la fertilità di cui la Chiesa si appropriò in seguito. Il pontefice, infatti, impose il culto di San Valentino come rimpiazzo all'ormai blasfemo rito per la fertilità e la purificazione (almeno stando a Plutarco) in onore del dio Lupercus, al quale era dedicata, nella Roma pagana, la celebrazione dei Lupercali (o Lupercalia che dir si voglia), che si teneva dal 13 al 15 febbraio, ritenuto un mese purificatorio poiché segnava il passaggio dalla stagione invernale a quella primaverile, determinata anche dall'arrivo del nuovo anno festeggiato il 1° marzo.

Lupercus Faunus (abbreviato in Lupercus e italianizzato in Luperco) era nient'altro che una declinazione del dio Fauno, dio della natura selvaggia e degli istinti, e proteggeva il bestiame ovino e caprino dalle aggressioni dei lupi: il motivo di tale data, infatti, risiede nel fatto che quei giorni contavano il culmine del periodo invernale in cui i lupi famelici predavano gli ovili e il suo nome rinvia alla qualità di difensore degli animali.

Questa divinità era letteralmente un fauno cacciatore di ninfe, sposo e fratello di Fauna (una delle tante rappresentazioni femminili di Madre Natura), e in cambio della protezione garantita alle greggi, riscuoteva tributi di cacio e ricotta dai pastori. In seguito, fu associato al dio Pan e al Satiro, anche per il suo carattere profetico e ispiratore di poesie.

Per celebrare il risveglio della natura e scongiurare gli assalti dei lupi, nel IV secolo a.C. i luperci, i sacerdoti di Luperco, istituirono pertanto una godereccia festività atta a propiziarsi dei buoni raccolti e la fecondità delle terre, una "liturgia" che si teneva nei dintorni della grotta sacra a Luperco, ai piedi del Palatino, che, secondo la leggenda della nascita di Roma, avrebbe accolto la lupa che allattò i gemelli Romolo e Remo.

Tra le mille ritualità legate agli animali praticate durante questo festeggiamento, si distinse un particolare gioco di coppia, una sorta di lotteria sessuale alla quale prendevano parte tutti gli adoratori del dio, uomini e donne: le giovani vergini e i giovani aspiranti uomini-lupo riportavano i propri nomi su dei bigliettini, successivamente deposti in due urne. A quel punto, due bambini precedentemente battezzati con il latte pescavano un foglietto per gli uomini e uno per le donne varie volte, designando delle coppie (magari due individui che nemmeno si conoscevano) che avrebbero dovuto convivere in intimità per tutto l'anno, corroborando la fertilità della comunità, previa benedizione divina da parte di Marte, Romolo, Pan, e Luperco e da parte delle matrone romane incarnanti la figura mitica della lupa.

La Chiesa Cattolica giudicò questa pratica sporca, indegna e primordiale, e decise di sostituire il dio Lupercus con un santo martirizzato due secoli prima, Valentino, vescovo di Interamna (oggi Terni), inaugurando la festa degli innamorati, mentre il culto lupercale rimase significativo per i romani almeno fino al V secolo d.C. Purtroppo, con l'avvento del Cristianesimo, le divinità pagane furono demonizzate e i Fauni, associati a Satiri e Silvani, mutarono d'un tratto in orribili diavoli, il cui carattere istintivo ed erotico si guadagnò l'astio da parte dei medievali.

Cupido o San Valentino?

Detto questo, cosa c'entrano le figure di San Valentino e Cupido, da anni identificate nella stessa persona appositamente per questa consumistica ricorrenza annuale [VIDEO] [VIDEO]?

Quando Eros, il dio dell'amore divino e del desiderio sessuale nella mitologia greca, giunse in territorio latino, fu denominato Cupido o Amor, rispettivamente dalle accezioni latine di "desiderio" e "amore". Ma il primo che ridusse tale divinità al santo che si commemora ormai il 14 febbraio fu Geoffrey Chaucer, a cui si può ascrivere anche l'interpretazione della festa come dedicata agli innamorati: l'autore dei "Racconti di Canterbury", nel poema in 700 versi "The Parliament of Fowls" ("Il Parlamento degli Uccelli"), senza altre basi mitiche legate alla questione.

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