Lei nascondeva sotto il pigiama un'arma da fuoco, funzionante. Lui stava buttando le munizioni nel gabinetto. Poi quando hanno visto (e sentito) i Carabinieri bussare alla porta della loro casa, hanno ben pensato di fare silenzio, per ingannare i militari e far pensare loro che all’interno dell’abitazione non ci fosse nessuno. Ma purtroppo per loro, Francesco Cubeddu, 39 anni, sassarese, volto già conosciuto alle forze dell’ordine e la sua compagna, Claudia Tonolo, anche lei sassarese ma di 23 anni, sono stati arrestati la scorsa mattina dai Carabinieri della Compagnia di Sassari con la pesante accusa di “detenzione di arma abusiva clandestina”, si legge nel verbale messo nero su bianco dai militari.

I due poi – dopo tutte le formalità – sono stati costretti ai domiciliari in attesa dell’udienza in Tribunale, a Sassari. L’arma – infatti – in realtà era una semplicissima scacciacani. Ma – secondo quanto accertato dagli investigatori - era stata modificata in modo che potesse essere utilizzata con delle cartucce vere (sequestrate anche queste dai Carabinieri).

L’evasione e l’arresto

In più Francesco Cubeddu - poche ore dopo - ha anche collezionato un altro arresto, questa volta per evasione. Quando infatti gli uomini in divisa si sono presentati in casa per portarlo in Tribunale a Sassari, non l’hanno trovato: era evaso. Dopo una rapidissima ricerca, l’uomo è stato rintracciato e, questa volta, però, dovrà attendere il processo, in una cella del carcere sassarese di Bancali.

L’udienza di convalida si terrà con tutta probabilità in queste ore. Insieme a lui – mai domiciliari – è finito anche Gaetano Carta, sassarese di 34 anni, che, secondo i Carabinieri, avrebbe coperto la fuga del suo amico e l’avrebbe ospitato nella sua abitazione, ad Uri, dove appunto il Cubeddu è stato rintracciato e arrestato.

Un normale controllo

Come spesso accade, la scorsa mattina i Carabinieri della Compagnia di Sassari erano impegnati in un normalissimo giro di controllo, quando hanno deciso di andare a far visita ad una persona già conosciuta alle forze dell’ordine. I militari si sono infatti presentati di fronte all’abitazione di Cubeddu per controllare se tutto fosse in ordine.

Come hanno suonato il campanello però nessuno ha risposto. E allora a quel punto hanno deciso di andare via quando – improvvisamente – dall’interno della casa sono giunti dei forti rumori. Come se ci fosse qualcuno all’interno. Insospettiti, i militari hanno provato a suonare nuovamente (senza però ottenere risposta) e allora a quel punto hanno deciso di passare all’azione, entrando nell’abitazione attraverso una porta finestra presente in un terrazzino della casa. Ed è stata la mossa più giusta anche perché quando i Carabinieri sono riusciti ad entrare hanno visto il Cubeddu che cercava di buttare nel water alcune cartucce. Mentre la compagna – quasi nulla le importasse – ha continuato a stare sdraiata nel letto.

I Carabinieri – insospettiti da questo atteggiamento – hanno deciso di controllare a fondo. La giovane è stata fatta alzare dal letto e i militari hanno notato che sopra i pantaloni del pigiama indossava un paio di jeans, sotto i quali la giovane aveva occultato l’arma scacciacani modificata. A quel punto per entrambi sono scattate le manette con la pesante accusa di “detenzione abusiva di arma clandestina”. Nelle ore successive – solo per il Tonolo – poi è scattato anche l’arresto per evasione.