A Lecce, dopo aver tentato di compiere un furto dentro la lavanderia, l'Uomo Ragno è stato arrestato dalle volanti della polizia, nella scorsa nottata del 5 aprile.

Sembrerebbe un racconto uscito dalla fantasia di qualche strampalato scrittore, irriverente nei confronti del personaggio immaginario dei fumetti creato dallo scrittore Stan Lee, il supereroe che combatteva il supercrimine. Invece, è più semplicemente la storia di un tentativo di furto che un uomo rumeno Michai Ionut Dicu, 28enne, residente a Lecce, avrebbe cercato di compiere ai danni dei proprietari della lavanderia 'Bollicine' sita in via Taranto.

Il ladro era nascosto con la maschera dell'Uomo Ragno

L'uomo in sede di processo per direttissima ha patteggiato diciotto mesi, con pena sospesa in quanto incensurato ed è tornato in libertà. La sentenza è stata emessa dal giudice Silvia Saracino, nella mattinata di questo 6 aprile.

Veniamo ai fatti, il giovane rumeno si era travestito con una maschera del supereroe, in occasione del tentato furto, ma grazie alle videocamere interne, in collegamento con i proprietari, è stato possibile notare la sua presenza all'interno del negozio.

Fra l'altro, l'uomo era un cliente della lavanderia ed era riuscito a nascondersi dentro il locale, dopo l'ora di chiusura, intorno alle 22,30.

Una volta scattato l'allarme, sul posto, sono intervenuti sia il 113 che i vigilanti di Ggs La Velialpol che erano in possesso delle chiavi del negozio per poter accedere all'interno. Durante i controlli, i poliziotti hanno subito individuato il nascondiglio del rumeno, grazie anche ad un vetro rotto del dispenser dei detersivi.

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Curiosità

La ricerca ha prodotto il risultato sperato, in quanto nascosto, dietro ad un serbatoio, c'era l'uomo mascherato che indossava guanti neri ed un marsupio legato all'altezza della cintura.

Processato per direttissima è tornato in libertà perché incensurato

Il rumeno è stato trovato in possesso di arnesi da scasso, due cacciaviti, una torcia in led e una tessera sanitaria di un'altra persona. Ulteriori ed approfonditi indagini hanno portato alla luce, grazie al ritrovamento del documento, il furto di un borsello, denunciato il 16 febbraio scorso, dall'intestatario della tessera, avvenuto, proprio nei pressi della lavanderia.

Come predetto, il giovane rumeno è stato processato per direttissima, ma è tornato in libertà, mentre il pubblico ministero di turno, Donatina Buffelli, aveva chiesto l'arresto.

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